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Ucciso dal treno partito da Campobasso, identificato dopo un mese

Ucciso dal treno partito da Campobasso, identificato dopo un mese

La tragedia risale al 7 luglio, c’è voluto però quasi un mese per riconoscerlo e ora c’è l’ufficialità. Il nulla osta del medico legale afferma che l’uomo, travolto alla stazione di Frosinone dal treno proveniente da Campobasso, è Stefano Alteri. Piuttosto complicate le indagini, è stato coinvolto addirittura l’Interpol, ma alla fine gli inquirenti, sono riusciti ad identificare la vittima: un 40enne di Frosinone, che abitava, manco a dirlo, a quattro passi dalla stazione. Riconoscimento avvenuto attraverso i tre tatuaggi: sulla spalla e sugli avambracci. I familiari e gli amici del ragazzo, dopo quasi un mese di attesa, lo hanno potuto ‘salutare’ per l’ultima volta. I funerali di Stefano Alteri si sono tenuti ieri pomeriggio nella Chiesa Sacro Cuore a Frosinone. Un dramma quello del 40enne avvenuto, la mattina del 7 luglio, sotto lo sguardo attonito dei viaggiatori che a quell’ora prendevano il treno.
Sin dal primo momento gli stessi inquirenti hanno ipotizzato si trattasse di un suicidio, ma senza i filmati delle telecamere ogni ipotesi può essere confermata o smentita e il dubbio resta anche per i familiari che hanno atteso tanto tempo prima di sapere che Stefano fosse morto. L’impatto così violento con il treno non aveva permesso il riconoscimento del 40enne: gli inquirenti avevano fatto ricorso ai database delle forze di polizia nazionali e internazionali per il raffronto delle impronte digitali. Raffronto che non aveva dato alcun esito.

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