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Non ‘risarcisce’ un correntista, pignorata una banca

Talvolta ‘vessano’ i clienti che sono in difficoltà economica e senza fare troppe ‘cerimonie’ pignorano i beni di chi non rispetta ogni singola clausola dei contratti sottoscritti.
Ma stavolta è accaduto l’esatto contrario, il pignoramento è arrivato per una banca di Campobasso. Autori della requisizione che è avvenuta il 31 luglio gli avvocati Aldo e Carmine De Benedittis di Campobasso.
Qualche tempo fa, con una sentenza del tribunale, un istituto di credito bancario della città è stato condannato a restituire più di 200mila euro ad un correntista per via dell’illegittima applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi, delle spese e commissioni di massimo scoperto, senza contare gli interessi legali e spese processuali. Nonostante la sentenza fosse chiarissima da parte della banca non c’è stato alcun cenno e così gli avvocati De Benedittis hanno provveduto a notificare l’atto di precetto intimando il pagamento della somma a favore del correntista entro 10 giorni dalla notifica, altrimenti si sarebbe proceduto al pignoramento delle somme.
Ma nemmeno davanti ad un simile atto formale la banca ha restituito il maltolto.
E così il 31 luglio l’avvocato Aldo De Benedittis si è recato con l’ufficiale giudiziario di Campobasso, nella sede dell’istituto di credito per procedere al pignoramento delle somme intimate con l’atto di precetto e di fronte al rifiuto di pagamento la banca consegnava un libretto di deposito a risparmio. “Ora passeremo immediatamente alla fase di assegnazione con apposita istanza al Giudice dell’Esecuzione di Campobasso.”
“Un episodio questo – spiegano i due avvocati – che riveste un’importanza notevole poiché nella fattispecie è coinvolta una banca. Le banche quando devono avere dai correntisti non perdonano, soffocandoli con decreti ingiuntivi, atti di precetto, pignoramenti mobiliari ed immobiliari, mettendo letteralmente in ginocchio gli stessi. Quando sono loro a dover pagare (o meglio, a restituire quanto illegittimamente percepito) oppongono resistenza e fanno del tutto per ritardare la restituzione. Noi – continuano gli avvocati – non ci fermeremo qui e continueremo questa battaglia contro i poteri forti al fine di tutelare i correntisti e gli oppressi dal sistema bancario e per il rispetto della legalità,grazie anche alle numerosissime sentenze emesse in Italia e ad una giurisprudenza ormai consolidata in materia”.

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