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Pd, Fanelli schiera le truppe

Pd, Fanelli schiera le truppe

“Dal presidente del partito Laura Venittelli accuse gravissime, false e inaccettabili”. La segreteria regionale del Pd risponde alla deputata che ha chiesto le dimissioni della segretaria Micaela Fanelli dopo l’approvazione del nuovo statuto del partito avvenuta domenica scorsa. “L’approvazione è avvenuta a maggioranza assoluta – afferma una nota della segreteria – in modo del tutto regolare, con 33 voti. Proprio nella consapevolezza che lo statuto è un atto troppo importante per la vita di un partito, la discussione in assemblea è stata aperta a tutti gli emendamenti e contestualmente è stata proposta una nuova discussione nei circoli e tra i membri dell’assemblea. Tanto che già nel corso della stessa Assemblea, sono state avanzate e accolte proposte di emendamento”. La segreteria sottolinea poi che l’iter e i metodi usati da Fanelli “sono stati condivisi e formalmente approvati” da Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd e responsabile Organizzazione, il quale con una lettera inviata alla segreteria regionale si complimenta “per aver finalmente colmato una lacuna che da troppo tempo era presente nella vostra Regione… Bene a tornare in Assemblea come chiesto dal segretario Fanelli”.

La nota della segreteria regionale infine evidenzia un’ultima questione: “La presidente Venittelli ha convocato l’Assemblea per discuterne e alla convocazione non ha obiettato nulla. La segreteria non ha ricevuto una parola sui contenuti. Sicuramente un tema caldo dello Statuto è quello del divieto di ulteriori mandati in Consiglio regionale dopo i due consecutivi, salvo deroga per il terzo. È una norma presente in quasi tutti gli statuti regionali del Pd e che può essere oggetto di discussione e modifica. Su questo siamo apertissimi”.

Venittelli però resta sul punto. Non molla: “Esorto la segreteria regionale a fornirmi, in qualità di presidente dell’assemblea regionale Pd Molise, registri, verbali e presenze dell’assemblea regionale di domenica scorsa a Ferrazzano, attestando l’identità dei voti”.

 

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