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Formazione professionale, nuovo presidio

Formazione professionale, nuovo presidio

Un ulteriore presidio. Sarà quello in programma questo pomeriggio dalle 16 da parte degli operatori della formazione professionale che si ritroveranno davanti alla sede del Consiglio regionale per continuare la lotta per la difesa del proprio posto di lavoro intrapresa da oltre un anno e mezzo.

Nel frattempo, la Uil Scuola Molise ha dato mandato al proprio legale di diffidare (diffida notificata ieri e controfirmata da decine di lavoratori) la Regione Molise per il modo in cui ha operato e sta operando e per le azioni non intraprese a salvaguardia degli operatori della Formazione Professionale iscritti all’Albo regionale istituito con legge regionale 10 del 1995.

“Ci risulta – spiega Ferdinando Mancini dell’esecutivo Uil Scuola – che già sono state notificate altre diffide e che altre se ne aggiungeranno. Il tutto nella considerazione che la Regione, cioè l’Assessore al ‘lavoro0’ ancora non ci dice cosa vuol fare degli 8.152. milioni di euro che la Regione ha ancora da tempo a disposizione. Ci auguriamo che non si restituiscano all’Europa come fondi non spesi. Logicamente non possiamo condividere che lavoratori della Formazione professionale siano stati messi in cassa integrazione (con il grosso rischio che i soldi non arriveranno mai) mentre avrebbero potuto guadagnarsi onestamente lo stipendio e rendere un servizio (materia delegata) utile ai molisani. Ricordiamo che la Uil Scuola già un anno fa aveva detto che la soluzione della vertenza non era legata alle scarse risorse: conoscevamo già l’esistenza dei residui dei fondi europei non impegnati e quindi non spesi. Ci auguriamo che il Consiglio oggi intervenga con coraggio e faccia imputare in bilancio, attraverso l’assestamento, le somme necessarie per superare il problema creato dalla stessa Regione che dovrebbe operare per difendere i molisani, il lavoro ed i lavoratori e non mandare a casa, senza lavoro, 90 lavoratori che sotto l’albero invece di trovare garanzie occupazionali, troveranno la lettera di licenziamento: alla faccia ed in barba ai pubblici roboanti proclami a favore dell’articolo 18”.

“Al Prefetto – prosegue Mancini – chiediamo scusa per aver richiesto il Suo incisivo intervento per l’attivazione del tavolo Ministeriale (richiesto e caldeggiato anche dalle Organizzazioni sindacali) visto che di fatto è risultato inutile avendo la Regione Molise ancora fondi europei da poter utilizzare: a che pro chiederne altri se non si spendono quelli in dotazione? Tutto il personale, oramai, è consapevole che oggi si gioca la residua fiducia nella Regione Molise ed il futuro del proprio posto di lavoro e della vita propria e della sua famiglia: è per questo che oggi sosterrà in presidio presso la sede del Consiglio Regionale”.

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