Menù

Piano industriale Poste, le perplessità della Cisl

Piano industriale Poste, le perplessità della Cisl

Il Piano illustrato dall’Amministratore Delegato di Poste Italiane Caio è articolato in tre parti: il punto di partenza, il nuovo contesto e la missione di Poste, il piano di crescita. Il punto di partenza ha evidenziato la situazione attuale del Gruppo con i relativi elementi di forza e di debolezza. Il nuovo contesto economico e sociale in cui si dovrà muovere poste Italiane è legato essenzialmente allo sviluppo dell’economia digitale ed all’e-commerce. Le priorità di Poste Italiane saranno tre: lanciare un nuovo servizio universale di qualità ma sostenibile ed un sistema logistico funzionale e capillare; essere attore centrale di sistemi di pagamento digitali, sicuri e tracciati; essere punto di riferimento per il risparmio e l’offerta assicurativa per le famiglie. Il piano di crescita illustrato da Caio, infine, prevede nei 5 anni un aumento dei ricavi e della redditività, 3 miliardi di investimenti in tecnologia, 3 milioni di ore di formazione annue, una crescita nel settore pacchi, un servizio postale più sostenibile,

“Il nostro giudizio sul Piano – riferisce il segretario regionale della Cisl Poste Antonio D’Alessandro – è stato sospeso in attesa di ulteriori approfondimenti che dovrebbero essere illustrati in specifiche riunioni a partire dal 7 gennaio prossimo. Tuttavia abbiamo espresso anche insoddisfazione non tanto per gli scenari descritti, per la qualità dell’analisi svolta o per le linee di azione disegnate ma perché l’Amministratore Delegato ha “nascosto” almeno una parte importante del Piano: i numeri veri delle eccedenze che la riorganizzazione dell’Azienda porterà con sé. Infatti l’affermazione di una politica di esodi in linea con il trend degli ultimi anni significa, a nostro parere un’uscita di oltre ventimila lavoratori”.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.