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Europea 92 debutta tra i big

Europea 92 debutta tra i big

Per i suoi ‘primi’ 25 anni Europea 92 si regala l’esordio nella classifica delle prime 50 imprese italiane di costruzione stilata da Edilizia e Territorio, testata specializzata de Il Sole 24 Ore.
Il gruppo molisano guidato da Marciano Ricci si attesta fra le migliori new entry, piazzandosi al 40° posto. Un buon margine operativo lordo, un portafoglio ordini in crescita e per un terzo all’estero: queste le caratteristiche che gli analisti ritengono determinanti per la garanzia del futuro aziendale. Colpisce il dato delle nuove acquisizioni, che fa registrare un +69,2% rispetto al precedente esercizio. Lavori importanti in Italia – dalla Salerno/Reggio Calabria alla Pedemontana – e in Nord Africa, poi le commesse più recenti in Oman.
Europea 92 guadagna posizioni – e porta il Molise ai vertici riscattandolo dalla depressione non solo economica che lo ha investito negli ultimi anni -, incassando il risultato di scelte coraggiose. Quella di ampliare i suoi orizzonti, ad esempio. Che per le imprese dell’edilizia vuol dire puntare sull’estero. I dati diffusi recentemente dall’Ance confermano che il futuro del ‘sistema Italia’ è fuori dal Belpaese: le 30 aziende utilizzate come campione hanno un fatturato estero in crescita del 13% all’anno e ‘presidiano’ 87 Stati, di cui 20 dell’area Ocse (non solo quelli in via di sviluppo, dunque). Si tratta di un’opzione necessaria, determinata dalla crisi del comparto in sede nazionale e dalla condizione drammatica dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione per le opere realizzate. Per il gruppo Europea, però, è anche una scelta imprenditoriale pura, legata allo specifico aziendale. Una realtà che si è consolidata al suo interno fino al 2005, poi è cresciuta con l’acquisto di Coopcostruttori. Nel 2011 l’incorporazione con Eurofin e Ricci Costruzioni. La sua attività va dalle opere stradali e ferroviarie alle fondazioni speciali nel sottosuolo e realizzazione di gallerie e dighe. Lavori che richiedono mestiere, esperienza e innovazione. Infrastrutture viarie che portano, in definitiva, a guardare naturalmente oltre i confini. Sul totale degli ordini acquisiti, il 55% è all’estero.
Edilizia e Territorio realizza la sua classifica elaborando i dati di bilancio delle imprese. Li analizza suddividendoli per categorie – tra cui fatturato, crescita del fatturato, redditività lorda e netta, utile netto – e poi con le performance di sintesi. Il debutto nella top 50 vede il gruppo molisano competere, e spesso vincere, con le compagini più importanti del panorama nazionale. Ad esempio, l’incidenza del margine lordo di produzione sul fatturato è del 12,3%.
Fra le prime dieci pure rispetto alla redditività netta (il cosiddetto Ebit margin, l’utile operativo ristretto al giro di affari): settimo posto con il 7,7%. E, ancora, in settima posizione riguardo all’utile netto, con il 3,7% sul fatturato.
Numeri di assoluto rispetto, la Spa condotta da Marciano Ricci insieme alle figlie Sabrina e Mirella entra nella classifica dei grandi e lo fa misurandosi ad armi pari. Radici saldamente ancorate in Molise e l’ambizione di esportare il proprio saper fare: mescolati, questi due elementi danno una realtà che ha sentito la crisi come le altre e l’ha fronteggiata. La sta ancora fronteggiando e dà lavoro a centinaia di dipendenti.
Il suo core business è la realizzazione di infrastrutture fondamentali per i collegamenti e i trasporti, per questo Europea scommette su nicchie di mercato strategiche e dall’alto contenuto tecnologico. Le opere per la galleria Paci sulla Salerno-Reggio Calabria, il cui diaframma è stato abbattuto poche settimane fa, ne sono solo l’ultima testimonianza in ordine di tempo. Impegnata nei lavori della Metro C di Roma, Europea ha festeggiato con il patron Marciano Ricci, i 50 anni della Metro 1 di Milano insieme al sindaco Giuliano Pisapia. Un percorso, quello dell’azienda molisana, già ricco di traguardi assai notevoli. Il posizionamento nella classifica del Sole 24 Ore li condensa tutti, confermando le spiccate doti e le intuizioni degli imprenditori come anche la qualità nella gestione da parte del management.
rita iacobucci

L’EDITORIALE. Edilizia e Territorio de Il Sole 24 Ore colloca la molisana Europea 92 Spa – i cui successi imprenditoriali sono noti – nella top 50 delle aziende di costruzione del Paese.
Una soddisfazione grande per il presidente del gruppo, Marciano Ricci, e per le sue figlie Sabrina e Mirella.
Con Sabrina e Mirella Ricci Primo Piano Molise condivide molto, perché ne sono gli editori. Un rapporto particolare e intenso che va oltre il mero e doveroso rispetto tra redattori, direttore ed editore. Ciò mi consente di valutare, giudicare e raccontare da “privilegiato” l’ennesimo successo del gruppo.
Marciano, Sabrina e Mirella sono imprenditori eccellenti, non si discute. Lo dicono i fatti e oggi lo conferma anche Il Sole 24 Ore. Hanno una marcia in più e riescono a vedere sempre oltre quello che vede un dirigente, un impiegato, un lavoratore. Si sporcano le mani. Sì, perché il cantiere lo conoscono, lo vivono. Ne respirano l’aria, la polvere. Sia esso quello più “comodo” di Milano, sia quello in Oman o in Algeria. Hanno fiuto, coraggio, esperienza. Si sacrificano più di quanto si possa immaginare.
Quello che secondo me fa la differenza, però, è il lato umano. Il cuore. La sensibilità. Elementi che messi insieme concorrono ad una correttezza che non conosce eguali e li porta a “scendere” al livello dei collaboratori (dal dirigente dell’azienda, passando per il direttore di Primo Piano o Teleregione, per finire al manovale), a capirne e condividerne problemi, ansie, preoccupazioni. Un legame quasi familiare con ognuno di noi che diventa arma vincente nel campo imprenditoriale.
Marciano Ricci, più di Mirella e Sabrina, ha un’altra grande virtù: saper ascoltare. S’informa, chiede, s’interessa alle vicende della sua amata regione. Il Molise lui ce l’ha nell’anima. S’inalbera perché le cose non vanno come vorrebbe. Perché davanti alla porta del suo ufficio di Montaquila c’è sempre qualcuno che chiede aiuto, un posto di lavoro. Se la prende con la politica, con chi amministra, senza distinzione di casacca. Per lui destra e sinistra non fa differenza. Lo desumo dai ragionamenti.
Marciano Ricci, che per i suoi collaboratori è il signor Ricci, lavora anche 15 ore al giorno. Dorme poco e gira il mondo. La maggior parte del suo tempo lo trascorre in aereo. Mercoledì mattina era in sede, appena rientrato dall’Algeria. Ma sarebbe ripartito presto. L’ho raggiunto perché volevo un commento sulla classifica de Il Sole 24 Ore. Mi ha freddato: “È un dato vecchio. Voi giornalisti arrivate sempre in ritardo”. Poi mi ha sorriso. Ma senza girarci troppo intorno mi ha anche chiesto di fare in fretta perché aveva un sacco di cose da risolvere “più importanti”.
La scrivania è zeppa di documenti ma è in ordine. C’è un po’ di confusione su un mobiletto dove fanno bella mostra modellini di camion, mezzi d’opera, gru. Mi dicono, però, che sono passati i nipotini Marciano jr e Cristel, che quando il nonno è in sede vuole vedere, costi quel che costi.
“Sì – richiama così la mia attenzione – sono contento. Si tratta di una grande soddisfazione che ci responsabilizza ulteriormente. Un risultato che devo innanzitutto alle mie figlie e a tutte le persone che fanno parte del gruppo. Ognuno ha fatto la sua parte”.
E beh, la gioia traspare dagli occhi lucidi. C’è, però, anche un po’ di rammarico. “Trascorro ore, giorni, settimane lontano dal Molise. Quando torno e sfoglio i quotidiani locali continuo a leggere che in questa regione le tasse sono sempre al massimo delle aliquote, la sanità si porta dietro i problemi di una vita, l’accisa sui carburanti è tra le più alte d’Italia. Ma è così difficile rimetterla a posto questa regione?”.
Lui ragiona come chi i problemi è abituato a prenderli di petto e a risolverli. La politica, invece, ha i suoi tempi.
Chiudo rivolgendo al signor Ricci e a Sabrina e Mirella gli auguri per questo straordinario risultato che pare non avere precedenti in Molise.
Lo faccio nella certezza di interpretare i sentimenti e il desiderio di tutti coloro che hanno la fortuna di lavorare nel “gruppo” e di tutte le persone che conoscono Marciano e sanno quanto è grande il suo cuore: è immenso.
luca colella

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