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Di Sandro sprona il centrodestra

Fine anno, momento di bilanci. Anche in politica. E in tal senso, Filoteo Di Sandro, portavoce regionale di Fratelli d’Italia-An, ha scelto di formulare un augurio ‘particolare’ al centrodestra molisano.

“Solitamente – argomenta – in questo periodo dell’anno si traccia un bilancio tra gli intenti iniziali e le cose realizzate e la politica non fa eccezione in materia. Abbiamo attraversato uno dei momenti più difficili delle nostra storia, tanto nazionale quanto regionale, e, sebbene le cause vadano ricercate anche in una crisi economica di impatto globale, non si può non sottolineare, come peraltro fatto in varie occasioni, l’inerzia della maggioranza regionale per una situazione a dir poco catastrofica. Di fronte ad un simile scenario l’unica soluzione che possiamo dare ai cittadini molisani è quella di creare una solida forza di opposizione che, da un lato, sappia vigilare attentamente sulle azioni poste in essere da Frattura e dai suoi e, dall’altro, sappia diventare solida alternativa, per programmi e contenuti,  per i tutti coloro che sono in difficoltà. Per questo è giunto il momento di superare le divergenze di anni addietro, i personalismi, le scelte sgradite, è tempo di ripartire dalla positiva esperienza delle Provinciali di Isernia e iniziare questo 2015 all’insegna della compattezza. Vogliamo creare una coalizione che sia davvero alternativa a Frattura? Vogliamo essere chiaramente dall’altra parte? Vogliamo lavorare assieme per stilare un nuovo programma di coalizione? Vogliamo avvicinare i nostri giovani e stimolarli alla partecipazione? Se lo vogliamo davvero, dobbiamo ripartire,adesso. L’augurio è che il 2015 sia effettivamente l’anno della tua rinascita. Perché questo sia possibile dovranno collaborare tutti, dalla delegazione Parlamentare ed Europarlamentare a quella Regionale; dagli Amministratori provinciali a quelli comunali, dai militanti ai più giovani degli amici. La sfida da affrontare è dura ma dobbiamo farlo, per i tanti, troppi, che aspettano risposte da una politica che, invece, tace rispetto alle emergenze”.

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