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Astec e Sc2 al capolinea, persi altri 65 posti di lavoro

Astec e Sc2 al capolinea, persi altri 65 posti di lavoro

Il processo di desertificazione del nucleo industriale di Venafro – Pozzilli è inarrestabile. All’inizio dell’anno altre due realtà hanno chiuso i battenti per crisi: si tratta della Astec e della Sc2, aziende operanti nel settore della componentistica per automobili. 65 in totale i posti di lavoro soppressi a causa della chiusura delle due strutture tra l’indifferenza della classe politica. La Astec, in particolare, nel 2008 garantiva occupazione a cento persone grazie alle commesse della Saint Gobain. L’azienda che produceva vetri per auto per conto del colosso francese lo scorso anno aveva rinunciato al 66% della forza lavoro sino al drammatico epilogo odierno con la cessazione dell’attività che s’è concretizzata nonostante la Sevel di Val di Sangro, destinataria del prodotto di Astec, stia vivendo un periodo positivo sotto il profilo produttivo. Dopo diversi tavoli tecnici in Assindustria tra proprietà, sindacati e lavoratori era stato deciso di mantenere in vita lo stabilimento, sia pure con poche decine di operai, in attesa di superare la fase acuta della crisi. La riforma del lavoro voluta dal ministro Fornero ha impresso una accelerata agli eventi: i sindacati hanno abdicato per non far perdere ai lavoratori dodici mesi di mobilità. E così sulla storia della Astec è stata scritta la parola ‘fine’. Sorte analoga per i 21 dipendenti della ex Gessaroli, attuale Sc2. Alcuni operai hanno accettato di trasferirsi nelle Marche per non uscire dal mondo del lavoro dopo la chiusura dello stabilimento molisano di proprietà della Sogemi, gruppo che produce cerniere per auto. Le commesse della Fiat sono andate via via scemando ed il gruppo torinese ha deciso di spostare macchinari e forza lavoro nella sede di Osimo. Anche in questo caso l’agonia della Sc2, iniziata a settembre con la richiesta di mobilità dell’azienda per cessata attività, s’è consumata tra l’assoluta indifferenza delle istituzioni molisane che hanno assistito a questo ennesimo bagno di sangue occupazionale senza muovere un dito. Un tempo il nucleo industriale di Pozzilli era un riferimento per l’intero territorio. Oggi è un cimitero di aziende che fotografa fedelmente la situazione economica del Molise.

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