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Coldiretti, chiarezza sulle nuove norme per vini Dop o Igp

Coldiretti, chiarezza sulle nuove norme per vini Dop o Igp

Finalmente dal 2015 sarà più facile individuare la regione o la provenienza delle aree di produzione dei vini Dop o Igp, tra cui molti con denominazione che enfatizza il nome di un territorio, non sempre facilmente individuabile soprattutto all’estero.

 

A darne notizia la Coldiretti Molise che ricorda come il il Ministero  delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali abbia emanato una circolare che prevede che i disciplinari di produzione dei vini Dop e Igp possano stabilire a priori le condizioni per l’impiego di nomi geografici più ampi, ma che stabilisce anche che da subito in assenza di queste indicazioni puntuali, minimizzando i caratteri di stampa, ed evitando forme ingannevoli o descrittive enfatiche o evocative, si possa comunque aggiungere il territorio la provincia o la regione di appartenenza.

“Con le nuove direttive – fanno sapere da Coldiretti Molise – il nome geografico più ampio potrà essere utilmente indicato in etichettatura e nella presentazione di vini DOP e IGP, nell’ambito di disegni o rappresentazioni geografiche intese ad evidenziare la collocazione della zona di produzione del relativo vino DOP o IGP, purché preceduto dall’entità amministrativa Regione o Provincia. Un esempio di uso corretto della mera collocazione geografica è dato dal produttore di un vino molisano, ad esempio ‘Biferno DOP’ che potrà indicare sul suo sito internet per presentare tale vino, in soli termini descrittivi, la collocazione geografica della sua azienda, utilizzando il nome protetto ‘Molise’, ma non potrà enfatizzare la dicitura ‘Molise’ in termini grafici o di evocazione. I nomi geografici regionali o provinciali, e i nomi geografici o amministrativi di livello inferiore, non possono essere utilizzati per l’etichettatura e la presentazione delle produzioni vitivinicole senza DOP o IGP. La circolare del Ministero va così a colmare un vuoto normativo che, in taluni casi, aveva già portato gli organismi di controllo ad elevare non conformità a carico dei produttori per etichette ritenute irregolari per il semplice fatto di specificare meglio la zona di produzione, senza tuttavia pregiudicare la necessaria tutela delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Inoltre è stata fatta chiarezza sull’uso dei nomi geografici dei vini, semplificando in tal modo il lavoro delle aziende vitivinicole e tutelando i consumatori che adesso potranno avere informazioni più chiare e complete nella scelta del vino”.

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