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Area di crisi, per la Cgil da Roma notizie importanti

Area di crisi, per la Cgil da Roma notizie importanti

Notizie importanti. Così la Cgil del Molise giudica le notizie che sono arrivate mercoledì da Roma. A Montecitorio, nella commissione presieduta dall’ex numero uno del sindacato di Corso Italia Guglielmo Epifani, il via libera alla risoluzione presentata dai deputati Leva, Venittelli e Folino è stato unanime. Tutti d’accordo, dunque: il governo deve avviare il percorso che porterà al riconoscimento di area di crisi per gran parte del territorio del Molise.

“Le notizie che ci giungono dalla X Commissione della Camera sul riconoscimento della ‘situazione di crisi industriale complessa’ del distretto produttivo di Isernia, Bojano e Venafro, sono importanti: si può concretizzare l’obiettivo di attivare strumenti come l’accordo di programma – sottolinea il segretario generale della Cgil del Molise Sandro Del Fattore – che possono convogliare su quell’area risorse finanziarie dando così concretezza a investimenti produttivi capaci di contrastare la crisi industriale di quel comprensorio. È un primo passo di quella che abbiamo chiamato ‘vertenza Molise’, l’impegno cioè a portare all’attenzione del Parlamento e del Governo nazionale i problemi gravi dell’economia molisana. Riteniamo tutto ciò un risultato importante frutto anche della iniziativa e della mobilitazione del sindacato” conclude.

Dal primo sciopero generale unitario di Cgil, Cisl e Uil nell’autunno 2013 alle manifestazioni della primavera successiva organizzate sempre dalla Triplice in regione per concludere con la Marcia per il Lavoro di fine giugno: queste le tappe che hanno accompagnato la rivendicazione di un’attenzione nazionale sulla crisi del tessuto produttivo regionale che vede quasi azzerata la sua capacità di ripresa. Ad agosto è stata poi sottoscritta l’intesa che sollecitava il governo nazionale ad attivare gli strumenti straordinari a disposizione per i territori a forte rischio desertificazione come il Molise. Sottoscritta all’unanimità da sindacati, associazioni datoriali, amministrazioni locali e Regione è stata poi anche al centro di una querelle estiva in particolare con Assindustria che puntava ad elaborare anche un piano B, in assenza della sicurezza del riconoscimento di area di crisi. Il ragionamento, infine, è stato incardinato in Parlamento e alla luce dei fatti questa sembra essere stata la chiave di volta. Entro fine gennaio, infatti, ha annunciato il sottosegretario De Vincenti nella seduta della X Commissione, il ministero dello Sviluppo economico convocherà la Regione per ragionare dell’accordo di programma.

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