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Dispersione scolastica, genitori denunciati dai Carabinieri

Dispersione scolastica, genitori denunciati dai Carabinieri

Troppe assenze, davvero molte in soli pochi mesi di attività scolastica. Un fenomeno notato dapprima dalla scuola e poi, considerato che proseguiva nel tempo, ha messo sul chivalà i Carabinieri della Stazione di Monteroduni, già da tempo impegnati ad arginare anche il drammatico problema della dispersione scolastica. In questi giorni l’attività svolta dai militari nel delicato settore, soprattutto quando il fenomeno riguarda alunni delle scuole dell’obbligo, ha portato ad indagare due genitori di un ragazzo 12enne che dall’inizio dell’anno scolastico, solo sporadicamente si sarebbe visto seduto tra i banchi. Teatro delle indagini predisposte dal Comando Provinciale Carabinieri di Isernia vari istituti scolastici ubicati nel territorio Pentro. Lo studente in questione si sarebbe fatto vedere solo in rarissime occasioni dall’inizio dell’anno, per poi gradualmente assentarsi costantemente. In un primo momento la cosa é passata in sordina; però quando le assenze sono diventate davvero troppe, sono entrati in azione i militari dell’Arma, i quali, al termine di una prima fase dell’attività investigativa hanno denunciato i due genitori alla competente Autorità Giudiziaria, per inosservanza dell’obbligo di garantire l’istruzione ai figli minori. Un obbligo in molti casi disatteso soprattutto per la superficialità con cui viene ancora considerata la formazione scolastica. Un problema di esclusivo carattere sociale riscontrato anche in questa Provincia, così come in altre zone del sud-Italia. Al di là di tutto, comunque, l’attività di contrasto al fenomeno della dispersione scolastica non é conclusa. Le indagini, infatti, vanno avanti e, per i prossimi giorni non si escludono ulteriori sviluppi. Si sta in particolare cercando di fare luce anche sulle motivazioni che hanno indotto questo giovanissimo studente a non frequentare più la scuola. In passato spesso si è scoperto che lasciare la scuola dell’obbligo era legato  quasi sempre ad un successivo sfruttamento dei minori in lavori a nero. Un chiaro segnale dell’Arma impegnata su tutto il territorio con una costante opera di controllo dentro e fuori le scuole al fine di prevenire l’insorgenza di devianze minorili.

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