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Prostituzione, quattro condanne al termine del processo “Shanti”

Prostituzione, quattro condanne al termine del processo "Shanti"

Quattro condanne e una assoluzione decise dalla Corte d’Assise di Campobasso nel processo bis relativo all’operazione ‘Shanti’, che nel 2010 aveva smantellato una struttura internazionale, costituita da italiani, polacchi e romeni, che secondo l’accusa era specializzata nello sfruttamento di giovani donne ridotte in schiavitù e utilizzate in due locali notturni molisani.

Cinque anni e sei mesi al barista del night ‘La Nuit’ di Petrella Tifernina), Angelo Carpino, cinque anni e tre mesi alla polacca Liliana Kopiec, quattro anni e sei mesi ad Aldo Setaro, due anni e sei mesi a Michele Pasqualone; assolta una donna romena, Mihaela Neamtu. In attesa del processo era deceduto un altro imputato, Antonio Carpino, fratello di Angelo e titolare del night ‘La Nuit’.

Il 25 febbraio 2011 il processo originario, con rito immediato, era stato annullato dalla Corte d’Assise, con la restituzione degli atti al gip, dopo l’accoglimento di un’eccezione procedurale presentata dalla difesa.

“La corte d’Assise di Campobasso – ha spiegato il penalista Domenico Bruno, difensore di uno degli imputati – ha riconosciuto l’insussistenza dei reati più gravi quali tratta di schiave e riduzione in schiavitù delle ragazze straniere. È rimasto in piedi il reato di associazione a delinquere per il quale proporremo l’appello senza alcun dubbio”.

“La sentenza ci ha sorpreso – ha commentato il penalista Carmine Verde, difensore di Aldo Setaro, considerato dagli investigatori coinvolto nella gestione del locale Edonè di Castropignano  -. La rispettiamo, ma faremo appello perché siamo fortemente convinti dell’innocenza di Aldo Setaro”.

L’operazione ‘Shanti’ portò all’arresto di 16 persone e al sequestro di due locali notturni e diversi appartamenti privati e autovetture per un valore complessivo stimabile intorno a un milione e mezzo di euro. Le indagini erano partite dall’omicidio di una prostituta avvenuto nel maggio del 2005 nei pressi di Campobasso: in seguito all’identificazione dell’assassino, un cliente della donna, venne accertata l’esistenza di un’organizzazione malavitosa.

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