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Metropolitana leggera: Frattura sulla graticola, Molise sul podio dello sperpero

Metropolitana leggera: Frattura sulla graticola, Molise sul podio dello sperpero

In Molise una metro per collegare “due paesini” dice la giornalista di Studio Aperto. Racconta all’Italia dell’ennesimo spreco di risorse. Lì, dove le pecore pascolano ancora indisturbate, testimoniano le immagini a corredo. Lì si impegnano milioni di euro per un’infrastruttura destinata a servire poche migliaia di persone. E progettata dall’attuale governatore, aggiunge la notizia. Alle 20 la metropolitana leggera sbarca sull’ammiraglia della Mediaset. Il Tg5 si sofferma sulle ambizioni da città metropolitana. Che Matrice e Bojano proprio non possono permettersi. Arie corroborate da una cospicua iniezione di denaro pubblico per un’opera – questo il messaggio del servizio – inutilmente faraonica.

È il Fatto Quotidiano a riportare Paolo Frattura sulla graticola. E il Molise sul podio dello sperpero. L’esposizione mediatica nazionale ha preso le mosse dal suo articolo, richiamato in prima con un titolo emblematico: “Molise, mai più senza la metro da 24 milioni”. Dice Caporale che il presidente Frattura ha progettato, nel 2003, l’opera da architetto con la sua società Proter e l’ha finanziata ora che è governatore. La metropolitana leggera è infatti inserita nel piano della viabilità da 91 milioni annunciato qualche settimana fa da Frattura e dall’assessore Nagni (nella foto la cartina degli interventi previsti). Dodici anni fa il Patto del Matese affida alla Proter di Frattura l’incarico di “studiare un sistema di mobilità veloce tra il comune di Matrice (1071 abitanti) e il comune di Bojano (7.946). Una quarantina di noiosi chilometri con attraversamento di Campobasso. La Proter immagina di ritmare corse metropolitane ogni mezz’ora nelle fasce orarie più acute, di un’ora in quelle morte. Garantisce che saranno almeno settemila pendolari, secondo calcoli piuttosto orientativi, a farne uso quotidiano. Provvederà una società privata a gestire la tratta. Sarà un successo molisano! Comprare quattro Minuetto diesel, costruire dodici pensiline per altrettante stazioni o fermate, far scorrere tutto sul tracciato storico delle ferrovie (…). Oggi il sogno finalmente è realtà: con soli 24 milioni di euro sarà possibile scollinare senza l’incubo del traffico paesano. La Regione finalmente ha deciso. Frattura presidente ha accolto l’idea che Frattura progettista propose senza successo dieci anni fa”. Caporale disegna il quadro in cui è risorta la metropolitana leggera. Frattura che passa da Forza Italia al Pd, alleato dell’eurodeputato di FI Aldo Patriciello. Un passaggio veloce sugli sprechi del terremoto. E in chiusura le “strade da terzo mondo” e i “treni fantasma”.

Il presidente Frattura smentisce la ricostruzione e parla di “caccia alle streghe”. Si sente mostro sbattuto in prima pagina. E in una nota ripercorre “gli atti pubblici che smontano le accuse”. Il progetto della metropolitana leggera Matrice-Campobasso-Bojano “viene avviato dal Patto territoriale del Matese e nasce «dalla constatazione dell’esistenza, sia in entrata che in uscita dal capoluogo, di un flusso di traffico su gomma particolarmente sostenuto che crea disagi non solo alla viabilità in generale, ma anche al contesto ambientale di riferimento». Nel 2003 Patto territoriale del Matese e Comune di Campobasso, nell’ambito del Programma Prusst ‘Città territorio’, affidano «uno studio preliminare di fattibilità» per la realizzazione di un sistema di mobilità leggera urbana ed extraurbana alla Proter srl, della quale è socio l’architetto Paolo di Laura Frattura.  Nel 2004 il sistema di mobilità leggera viene inserito con delibera dalla giunta regionale allora in carica (giunta Iorio, ndr) tra i progetti di rilievo strategico nel settore trasporti all’interno del Programma pluriennale di interventi  per la ripresa produttiva. Il 29 novembre 2005 il presidente della Regione-commissario delegato, Michele Iorio, con decreto 699, dispone di approvare il bando di gara per la progettazione dell’opera. Il 26 luglio 2006 con decreto 156 del presidente della Regione-commissario delegato, Iorio, viene aggiudicata in via definitiva la gara per l’affidamento della progettazione preliminare e definitiva di un sistema di metropolitana leggera urbana ed extraurbana sulla tratta ferroviaria Matrice-Campobasso-Bojano all’associazione temporanea di imprese Proger Spa di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti (che non è e nulla ha a che fare con la Proter srl di Campobasso), Architecna Engineering Srl, Architecna associazione professionale. Il 19 settembre 2006 viene stipulato il relativo contratto-capitolato. L’Ati presenta il progetto preliminare da sottoporre a verifica.  Nel marzo 2010 si conclude la verifica del progetto del Responsabile unico del procedimento della Regione Molise: il progetto, intanto vagliato e approvato dagli enti interessati, da Rfi e Anas, risulta conforme alla normativa vigente e alle finalità del documento preliminare alla progettazione. Il 10 maggio 2010 con delibera 365 la giunta regionale, presieduta sempre da Michele Iorio, approva la progettazione relativa al sistema di metropolitana leggera Matrice-Campobasso-Bojano, redatta dall’Associazione temporanea di imprese Proger spa, Architecna Engineering srl, Architecna associazione professionale.

Il ruolo della Proter srl, dunque il ruolo dell’architetto Frattura, inizia e finisce nel 2003. Ricordo – rimarca il governatore – che sono stato eletto presidente della Regione Molise nel febbraio 2013: sventolare lo spettro del conflitto d’interesse risponde alla suggestiva arte da caccia alle streghe, solo a questo.

Più giusto e opportuno sarebbe considerare l’utilità dell’opera che nel 2010 altri, non io, approvavano, sostenevano e finanziavano salvo poi non ritenerla più necessaria oggi. Cosa è cambiato da allora? È giusto, mi domando, accantonare un progetto che nel complesso è già costato ai molisani 875mila euro senza entrare nel merito della qualità dell’infrastruttura e del servizio che renderebbe alla comunità? Su questi elementi dovremmo fermarci a riflettere e dovremmo confrontarci, non su accuse lanciate con il solito intento di sbattere il mostro in prima pagina”.

 

 

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