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Un libro sui campi di concentramento del Molise

vania mancini

Vania Mancini

 

Vania Mancini è una tassista e scrittrice di Pietrabbondante, mediatrice culturale, da anni si impegna nel processo di scolarizzazione ed integrazione dei bambini e ragazzi che vivono nei campi rom. Oggi pomeriggio Vania sarà a Roma nella sala Tevere della Regione Lazio per presentare il suo ultimo volume “Dannate esclusioni”, un libro che parla al cuore e ai diritti umani e che è anche un collage di racconti, vicende, interviste, che riportano alla luce storie spesso dimenticate e nascoste. Storie che toccano da vicino il Molise, terra in cui negli anni della seconda guerra mondiale, centinaia di persone di etnia rom e sinti furono imprigionate in diversi campi di concentramento. Uno di questi si trovava ad Agnone: l’attuale casa di riposo di San Bernardino, dove solo di recente è stata apposta una targa a ricordo storico di quei tragici avvenimenti. Nel libro – in cui sono riportati anche alcuni articoli pubblicati su Primo Piano Molise su tale tematica – ci sono documenti e riflessioni che parlano di esclusione sociale. Ci sono i progetti inclusivi delle ragazze che vivono nei campi rom portati avanti da Vania con il gruppo di danza Chejà Celen e l’associazione Zingare Spericolate, i laboratori didattici organizzati a Roma con i bambini rom, e  la scoperta di uno dei lati più bui della storia recente, quello che in un documentario andato in onda su Rai Storia dopo una visita sul campo ad Agnone due anni fa è stato chiamato “l’olocausto dimenticato”. Sono infatti più di 500mila le persone rom e sinti sterminate nei campi nazisti nell’Europa del ‘900, migliaia sono passati nei campi di concentramento italiani e molisani. Nel campo di San Bernardino sono stati rinchiusi 150 ebrei e poi tanti rom.

“Ho perso tante lacrime, ho pianto tanto per quello che ho passato, i pidocchi che ci mangiavano vivi e ci divoravano il sangue e la carne. Ho mangiato la minestra con la verdura con i vermi dentro, capito, vermi così grandi che si trovavano nei piatti, quello che abbiamo mangiato. Cattivi. Fascisti. Quando siamo andati via da San Bernardino, siamo andati per i paesi a piedi con i bambini, uno mi è nato strada facendo, l’ha preso il signore”. Sono le parole di Milka Goman, l’unica rom vivente del campo di Agnone, che parla novantenne nella trasmissione Rai Crash a cura di Antonia Moro, la giornalista che è stata accompagnata nella cittadina alto molisana da Vania Mancini, dove ha incontrato anche lo scrittore Francesco Paolo Tanzj, autore tra l’altro di un libro sui campi di concentramento del Molise.

dannate esclusioni

Si parla dunque di discriminazioni nel volume “Dannate esclusioni”, argomento che mai come oggi, in un flusso continuo di immigrazione e mescolanza tra i popoli, di stragi in mare e di piccoli gesti quotidiani nei confronti del diverso, diventa cruciale. “Vania Mancini – si legge nella prefazione del libro scritta da Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio – ci trascina in prima linea contro la discriminazione delle comunità rom e sinti presenti nel nostro Paese. Il campo di battaglia prescelto è quello della scuola, l’arma utilizzata è l’educazione”. “Si porta l’attenzione sulla persecuzione degli zingari considerandola paradigmatica dei processi sociali e dei rischi che accompagnano l’esclusione – si legge nella presentazione del volume -. Si esclude qualcuno perché diverso, per mere convenienze politiche ma soprattutto per ignoranza. Perciò il primo passo non può che essere quello di avviare percorsi di conoscenza, con la mente aperta, per costruire relazioni basate sul reciproco rispetto”. Oggi alle 17.00, con Vania ci saranno tanti rappresentanti delle associazioni, della scuola, delle istituzioni, che si battono contro il pregiudizio. E sarà presente anche una scolaresca di Agnone accompagnata dai docenti. L’appuntamento sarà anche occasione per assistere alla proiezione del documentario correlato al libro del regista Paolo Grassini. Un video che documenta l’esistenza dei campi di concentramento del Molise e affronta il problema dell’emarginazione sociale.

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