Menù

La ‘movida’ costa caro a Venafro, pesanti multe e ordinanze di chiusura dei bar

movida

Pesante stangata per le attività commerciali che hanno violato l’ordinanza ‘anti disturbo della quiete pubblica’ (la numero 76 del 2006). Ieri, infatti, il responsabile dello Sportello unico per le attività produttive, Michele Berardi, ha provveduto ad ingiungere a tre imprenditori della città sanzioni pesantissime che, oltre alla multa pari a 1.033 euro, prevedono anche la chiusura da uno a 15 giorni.
Sulla scorta degli accertamenti svolti dai Carabinieri in diversi giorni e diversi posti, è emerso dunque il mancato rispetto dell’ordinanza. Due le attività sanzionate nel centro della città ed una nella frazione Ceppagna. Entro trenta giorni dovranno pagare, altrimenti si procederà all’esecuzione coatta. Gli imprenditori sanzionati però potrebbero adire il Giudice di Pace qualora vogliano contestare multe e sospensione dell’attività.
Nel dossier del Comune sono allegate le relazioni dei Carabinieri che puntualmente si sono recati sul posto per contestare la violazione dell’ordinanza del 2006. In alcuni casi i verbali sono stati redatti per la musica accesa alle 4 del mattino, ma in altri anche a mezzanotte e venti. Due i bar sanzionati per un singolo episodio, che quindi dovranno osservare un giorno – a luglio – di chiusura e dovranno pagare i 1.033 euro di multa. Uno, sul centralissimo corso Campano, dovrà invece restare chiuso per ben 15 giorni – in tre periodi diversi da cinque giorni tra luglio e agosto – e dovrà ovviamente pagare tre multe da 1.033 euro.
Insomma, pugno duro di forze dell’ordine e Comune contro le attività commerciali che arrecano disturbo alla quiete pubblica. Va detto che gli accertamenti sono stati svolti in gran parte nel mese di novembre, lontani dunque dal periodo estivo o dalle festività. La movida costa, l’alternativa però sarebbe una città ‘silente’ subito dopo mezzanotte. Va evidenziato che le sanzioni sono state comminate non solo per la musica all’esterno dei locali ma anche all’interno.

(su Primo Piano Molise di ieri)

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.