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Costi della politica, domani la protesta degli Indignati

Costi della politica, domani la protesta degli Indignati

“Il Consiglio regionale ha perso un’occasione per rimettersi in sintonia con la società che non ne può più di queste logiche”.

Così Domenico Di Lisa apre la conferenza stampa degli Indignati e di altri comitati per presentare la manifestazione in programma domani pomeriggio, a partire dalle 16, a Campobasso davanti e dentro i cancelli di via IV novembre.

Difende il ddl di iniziativa popolare sottoscritto da 6mila molisani e bocciato dal Consiglio, affermando che “è un testo equilibrato, che nulla cedeva e cede al populismo e alla demagogia e prevedeva emolumenti più che dignitosi per i consiglieri”.

Rispedisce al mittente le parole di Frattura: “Finalmente – aggiunge – il presidente della regione si è accorto che il problema esiste, anche se dice di non doverlo affrontare con la pancia e sull’onda dell’istinto della gente. Le sue dichiarazioni – continua – sanno di sfida e sono provocatorie”.

Poi ribadisce che gli Indignati non hanno alcuna intenzione di mollare la presa: “Stiamo valutando – spiega – la possibilità di proporre un referendum abrogativo della legge regionale numero 10 del 2013, anche se non ci sono strumenti specifici che normano l’istituto”.

Sui vitalizi reintrodotti dagli inquilini di palazzo Moffa, Di Lisa annuncia che gli Indignati chiederanno “al Governo di sollevare la questione di legittimità costituzione, perché ci sono diversi profili di incostituzionalità”.

Al tavolo dei relatori anche Gigino D’Angelo: “I programmi del 2011 e del 2013 del centrosinistra prevedevano la rivisitazione dei costi della politica”, spiega il segretario di Sel chiedendosi: “Chi sta fuori dall’alveo del centrosinistra: io o chi non rispetta i patti elettorali?”.

Sul punto D’Angelo ha annunciato inoltre che convocherà la segreteria per ribadire ancora una volta qual è la posizione di Sel. In contrasto con quella di Nico Ioffredi, esponente del partito a palazzo Moffa, che insieme alla maggioranza ha respinto il ddl che tagliava gli stipendi ai consiglieri.

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