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Spara a otto persone e chiede scusa: Castiello ai domiciliari

Spara a otto persone e chiede scusa: Castiello ai domiciliari

<<Non volevo ucciderecolpire nessuno>>.

Questa le parole che Marco Castiello ha pronunciato oggi nel carcere di Campobasso, rispondendo alle domande del Gip Maria Libera Rinaldi.

L’uomo di 76anni che all’una di notte del 19 maggio ha imbracciato un fucile da caccia nella sua casa di Afragola e sparato all’impazzata, ferendo lievemente otto persone, ha ricostruito la dinamica della tragedia mancata per un soffio.

Incensurato e abile con le armi, in virtù della sua precedente attività di guardia giurata, Castiello ha chiesto scusa, confermando che il suo insano gesto è stato motivato da dissidi con il vicinato.

Ora è ai domiciliari a Campobasso, città in cui la Polizia e i Carabinieri lo hanno intercettato dopo la sua breve fuga.

Resterà a casa della figlia, lì dove si era rifugiato subito dopo l’accaduto.

Al termine dell’interrogatorio tenutosi nel carcere di via Cavour, per rogatoria, l’avvocato Ennio Cerio ha mostrato la sua soddisfazione.

<<Il Gip ha accolto la mia richiesta e l’indagato ha ricostruito i fatti – ha spiegato -. Avrebbe potuto uccidere perché sa sparare benissimo, ma ovviamente non voleva farlo e non voleva ferire nessuno.

Purtroppo sono rimaste coinvolte delle persone ed è molto dispiaciuto.

Sparando a terra o in aria i proiettili, delle piccole palline usate per quel tipo di fucili, malauguratamente hanno ferito, seppur lievemente, dei bambini e un disabile, ma ha chiesto scusa e non ha negato nulla.

Alla base dell’accaduto ci sono motivi futili relativi a dissidi condominiali.

Ha una situazione familiare difficile e così dopo quello che ha fatto è  andato dalla figlia che vive da 30 anni a Campobasso. Non ha spento il cellulare, quindi sapeva che sarebbe stato trovato.

Ora seguiremo il processo a Napoli>>.

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