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La app per il turismo ferma ai Misteri

La app per il turismo ferma ai Misteri

Era il 4 giugno quando il sindaco Antonio Battista e il consigliere delegato al turismo Michele Durante presentarono la cosiddetta ‘Tourist app’, l’applicazione scaricabile sui telefoni cellulari per conoscere news, punti d’interesse, B&B, ristoranti, negozi, itinerari ed eventi in programma in città. Venne realizzata dall’azienda Next e lanciata a pochi giorni di distanza dalla sfilata dei Misteri con propositi mirabolanti di promozione turistica della città capoluogo. Obiettivi rimasti sulla carta: la app, scaricata solo da un centinaio di utenti, non è stata più aggiornata.  Un fallimento, dunque, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, nonostante sia costata più di 5mila euro. Di questi 3mila per il format tecnologico e altri 2.500 euro per i contenuti (ad esempio, le traduzioni in lingua).

“Dopo la presentazione in pompa magna e fanfara, francamente ci si aspettava di più. Della serie passata la ‘festa’, passato il ‘santo’”, è il primo siluro scagliato dal consigliere comunale Michele Ambrosio contro il delegato al turismo Michele Durante. L’applicazione, per il capogruppo dell’Udc, non è servita ad attirare turisti da fuori regione e quella vivacità che ci si aspettava è stata drasticamente delusa. “E’ sceso il sipario mediatico – l’affondo dell’esponente centrista – la ‘Tourist app’ del Comune è sempre più un ‘Tourist flop’ visti i download (poco più di cento) e il mancato inserimento degli eventi come l’estate campobassana (su cui non entriamo nel merito delle iniziative). Finalmente saremo meno isolati dal mondo, si diceva in conferenza stampa, con uno sguardo addirittura all’Expo, ma evidentemente non sono sufficienti neanche le vie della rete rispetto alla totale assenza di pianificazione e programmazione e così i turisti preferiscono altre strade”. Infine, le valutazioni politiche e la sostanziale sfiducia nei confronti dell’operato di Michele Durante: “Se questa è la promozione del turismo nel capoluogo, non ci resta che piangere e con noi i turisti (ahimè sempre meno e sempre più in altri comuni) e i cittadini di Campobasso. A noi resta l’app di una città isolata e male governata”.

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