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Riconoscimento area di crisi, Del Fattore già alla fase due

Riconoscimento area di crisi, Del Fattore già alla fase due

Anche il segretario generale della Cgil Molise Sandro Del Fattore esprime il suo punto di vista sul riconoscimento dell’area di crisi da parte dell’esecutivo Renzi.

“La firma del decreto per il riconoscimento dell’area di crisi complessa del distretto Campochiaro-Venafro è un risultato importante. È il frutto – argomenta – anche delle iniziative e mobilitazioni unitarie del sindacato, a partire dalla grande marcia per il lavoro del 28 giugno dello scorso anno conclusa da Susanna Camusso. Ci siamo battuti e ci battiamo per fermare il rischio concreto di una progressiva desertificazione del già fragile tessuto della Regione. In quel distretto infatti ci sono alcune delle aziende storiche del Molise oggi a rischio di chiusura: dalle aziende metalmeccaniche alla Gam, all’Ittierre, cui si aggiunge la crisi dell’edilizia”.

Per Del Fattore però adesso arriva la parte più difficile. “Ora c’è bisogno di un impegno straordinario per un corretto utilizzo delle risorse previste e per una efficace programmazione degli interventi affinché siano garantiti piani industriali credibili e nuove opportunità di sviluppo e di lavoro. I dati presentati di recente nel rapporto Svimenz, però, dimostrano quanta sia profonda la crisi che sta attraversando il Mezzogiorno e in contemporanea il Molise. Il risultato ottenuto, quindi, è importante ma per invertire la grave situazione attuale bisogna fare di più. Si devono realizzare due ulteriori condizioni. Il Mezzogiorno fino ad oggi è stato cancellato dall’agenda politica dei vari governi che si sono succeduti, compreso l’attuale. C’è invece bisogno di destinare al Sud risorse ordinarie, fino ad oggi cancellate da tutte le leggi di stabilità, capaci di promuovere investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, nella ricerca, nell’innovazione, in nuove politiche industriali. In secondo luogo va avviata da parte della regione una corretta ed efficace programmazione delle risorse comunitarie previste dalla programmazione 2014-2020. Vanno scelte priorità, definite filiere produttive, legate alle peculiarità del territorio molisano. Un confronto pubblico su tutto ciò fino ad oggi non c’è stato. È giunto il momento di avviarlo. Solo così è possibile cercare di arrestare il declino del Mezzogiorno”.

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