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Contatti trasversali e seconda giovinezza, Iorio torna in campo da leader

Contatti trasversali e seconda giovinezza, Iorio torna in campo da leader

Da leader del centrodestra che ha guidato per anni il Molise, a leader – sì, dice Michele Iorio, leader “si è, non si diventa per nomina divina” – di un fronte che cerca l’alternativa a Paolo Frattura.

L’ex presidente della Regione è ancora per qualche giorno al mare a Campomarino con la famiglia. Ferie agli sgoccioli, come per tutti i politici. Da alcuni mesi accarezza l’idea di una riproposizione in prima persona. In questa intervista spiega perché e cosa e chi si muove attorno alla costruzione di una coalizione larga, “al di là degli steccati di destra e sinistra”. Un po’ casa dei moderati, un po’ prove di unione fra tutti coloro che sono contro l’attuale governatore. Schema che in Parlamento stanno testando gli anti-Renzi.

Parliamo di politica…

“Anche di Frattura!”.

Cominciamo con Frattura, allora. 

“Credo stia sbagliando tutto. Sta causando seri danni alla regione, si è intestardito su poche idee, sbagliate, ritenendo che il Molise possa cogliere la ripresa con le sue ricette distruttive. Sono in tanti a pensarlo, sa? Molti vorrebbero parlare e non possono, c’è una maggioranza paralizzata, non c’è confronto. Frattura e la giunta prendono le decisioni e gli altri eseguono senza l’ombra di un dibattito. Ultimo esempio, l’Egam. La delibera di costituzione intanto è illegittima perché non si può creare un ente con decisione di giunta. E poi credo che per quanto riguarda la gestione dell’acqua non si può fare nulla senza una riforma di Molise Acque. Per questo c’era bisogno di un confronto, in Commissione e in Consiglio, in modo da dare una risposta vera alle esigenze dei cittadini e delle amministrazioni. Ma la tendenza di Frattura a fregarsene dello Statuto e delle regole è vecchia: dal quinto assessore al ritardo nella promulgazione dello Statuto stesso, dalle giunte fatte via telefono al regolamento per cui le riunioni dell’esecutivo si possono fare ‘a distanza’. A me sembra che il problema sia Frattura”.

Questioni importanti ma, a parte le ripercussioni della nascita dell’Egam sul servizio idrico anche in termini di costi, fin qui critiche squisitamente ‘politiche’.

“Ma c’è il dramma delle scelte industriali. La Regione è ‘di fatto’ proprietaria di tre grandi aziende – Ittierre, Gam e Zuccherificio – e guardate in che condizioni sono. Tranne lo Zuccherificio, che nel decreto non è rientrato, le crisi di Ittierre e Gam sono state la spinta al riconoscimento di area di crisi. In tutti i casi c’è una Regione assente che ha lasciato morire le sue aziende e adesso pensa di recuperare con questo strumento. Sì, aiuterà in qualcosa ma le scelte che Frattura ha operato su imprese di così grande rilievo per il Molise hanno provocato il dissesto, un dramma sociale che deriva dalla chiusura di queste realtà”.

Frattura ha cancellato l’autostrada, che invece era un suo cavallo di battaglia…

“Ecco, per non parlare dell’autostrada. Ho scritto a Cantone perché bisogna fare chiarezza su molti aspetti fra cui gli indennizzi da pagare, sulle opere che si propongono in sostituzione, sugli interessi che si celano dietro la scelta di non costruire più la Termoli-San Vittore. La metropolitana leggera: ma chi la gestisce e perché questa urgenza di finanziarla? Ci sono dei sospetti su questi elementi, va fatta piena luce. E la sanità. Qual è l’idea di Frattura? Se l’avete capita spiegatemelo, io non lo so qual è. Nel senso che la sua linea non è chiara, si gioca a carte coperte. Sono preoccupato perché anche in questo caso si stanno provocando disastri in termini di gestione. In attesa del riordino, deperisce anche quello che abbiamo: gli ospedali pubblici ma anche le strutture private, la Cattolica ha dimostrato ad esempio un dissenso abbastanza evidente. Si parla di numeri, debiti e mutui ma non di programmazione. Tutto questo dopo aver fatto emanare il decreto Balduzzi con tutte le conseguenze nefaste che avrà sulla sanità del Molise. Una responsabilità che non si cancella con le chiacchiere”.

Quando, per l’operazione verità sui conti della Regione, ha accusato Frattura di autoesaltazione ha anche detto che si trattava di una condotta amministrativa che oggi devono tenere tutte le Regioni. I tempi sono cambiati molto da quando lei guidava il Molise. Meno fondi, infiniti controlli da parte dello Stato centrale. Lei, a condizioni invariate, cosa avrebbe fatto?

“Per la sanità non avrei accettato diktat da Roma. Pur sapendo che il nostro sistema ha bisogno di una riorganizzazione. Io a Roma negli anni ho proposto la riconversione degli ospedali di Venafro e Larino, la qualificazione di ‘ospedale di montagna’ per quello di Agnone, il potenziamento dell’offerta per acuti nelle strutture principali, un’articolazione che vedeva a Campobasso il Dea di II livello e a Termoli e Isernia quelli di I livello. Oggi a chiacchiere si dicono le stesse cose ma di fatto non si fanno col risultato, come ho detto, che la situazione è peggiorata sia nel pubblico sia nel privato. Un errore che a conti fatti si poteva evitare. Lavorando sugli sprechi noi passammo da un disavanzo annuo di 80-90 milioni a circa 30. Cinquanta milioni di costi tagliati, senza dimenticare che mille persone sono andate a casa. Quest’opera andava perfezionata ma tenendo fermi i punti di non ritorno e mi riferisco alla riorganizzazione degli ospedali. In sanità, lo dico sempre, è facile essere i più bravi: basta tagliare i servizi…”

Però le altre Regioni, ormai tutte tranne il Molise, sono uscite o stanno uscendo dal piano di rientro e dal commissariamento.  

“A parte che i problemi restano, perché la Calabria che è stata la prima a uscire dal debito non mi pare che brilli per i servizi sanitari, il tema non è essere i più bravi ma i più efficienti. Quando io facevo la battaglia per non aumentare le tasse, il Lazio la faceva per aumentarle. Se con l’extra gettito di Irpef e Irap nelle nostre casse entrano dieci milioni all’anno in quelle del Lazio centinaia e centinaia. Ecco perché dico che il Molise è complicato da governare. Slogan e capricci non vanno bene e mi sembra che Frattura agisca così”.

Entriamo nel ragionamento politico.

“È evidente che bisogna costruire un’alternativa a Frattura e alla sua maggioranza e andando al di là degli schematismi di destra e sinistra”.

Crede che la legislatura finirà prima del tempo per dinamiche interne alla coalizione?

“Come ho già detto non c’è nemmeno dibattito in maggioranza. Nei fatti sono compatti, appiattiti, e vanno avanti così. Nel frattempo si può e si deve lavorare per qualcosa di diverso”.

Un contenitore trasversale?

“La mia collocazione è nel centrodestra e parto da lì. Il dialogo è coi moderati ma ci sono anche tante persone di centro e di sinistra interessate alla costruzione di un’alternativa a Frattura”.

Lei è in campo come probabile candidato governatore di questo ampio schieramento? Non crede che la sua presenza possa frenare l’interesse proprio di questa fetta di centrosinistra che manifesta dissenso?

“Ci sono quelli che, pur essendo contrari a Frattura e al suo modo di governare, pensano: non posso stare con chi è di centrodestra. Ma ci sono pure tanti che riflettono: non condivido il centrodestra ma voglio partecipare a costruire un’alternativa. Io lavoro per mettere insieme istanze e proposte di soluzione. Non sto facendo tutto questo per costruire la mia candidatura, sia chiaro. Ma sono in campo e non la escludo. Anche perché ancora non si capisce bene quali sarebbero le altre candidature diverse dalla mia”.

È la novità dell’estate, un movimento anche questo con ambizioni trasversali e che nasce nel centrodestra. Al momento pare la vedano come alleato ma se a guidare la coalizione fosse lei le cose potrebbero cambiare.

“Vedo come una cosa positiva la nascita di progetti e iniziative politiche. In Molise come a livello nazionale il centrodestra è ancora molto diviso, alla ricerca di una sintesi unitaria. Io credo ci siano le condizioni per trovarla, anche qui da noi. Detto questo, non credo sia utile o efficace dire: partecipo se non c’è Iorio. Non lo accetto come ragionamento ”.

Le perplessità si riferiscono probabilmente ad un’esperienza già vissuta non alla sua persona in particolare.

“Non si può riproporre il vecchio schema, io ne sono convinto. Sarebbe un errore anche perché noi di errori ne abbiamo fatti tanti. Quindi, il movimento a cui mi sto dedicando avrà una forte carica di innovazione”.

Dobbiamo aspettarci defezioni eccellenti nel centrosinistra?

“Ci sono tanti moderati di centrosinistra e anche esponenti della sinistra che manifestano interesse”.

Non mi dica che ha parlato pure col senatore Ruta…

“Ruta sta prendendo le distanze da Frattura da un po’ di mesi ma no, con lui non ho assolutamente parlato. Mi riferisco piuttosto a persone meno in vista, persone normali che vogliono costruire un’alternativa a chi oggi governa”.

Se ne parla da anni. Che alle prossime regionali sia la volta buona per una sfida fra lei e Antonio Di Pietro?

“Sarebbe interessante, per quanto mi riguarda…”.

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