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Detenuto morto in ospedale, indagati cinque agenti per omicidio preterintenzionale

Detenuto morto in ospedale, indagati cinque agenti per omicidio preterintenzionale

Almeno cinque persone sarebbero state iscritte sul registro degli indagati della Procura di Larino con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Si tratterebbe per lo più di agenti di custodia del carcere della cittadina frentana. Il fascicolo è quello aperto per fare chiarezza sul decesso di Carlo Sticca, 56enne di Campomarino  morto nella sezione per i detenuti dell’ospedale Cardarelli del capoluogo. Sticca era finito in carcere la notte tra il 9 e il 10 agosto. Dopo un primo periodo di detenzione a Larino pare fosse stato trasferito a Campobasso. Poi il ricovero e il decesso avvenuto il 10 settembre scorso. Per cause naturali si disse. Ma i risultati dell’autopsia avrebbero indotto il magistrato inquirente a ipotizzare causa diverse alla base del decesso.

Sticca finì in manette perché da più di un mese creava sistematicamente scompiglio a Campomarino, collezionando così una serie di denunce. Fino all’epilogo, quando nella notte tra il 9 e il 10 agosto, probabilmente in preda ai fumi dell’alcol, urtò – danneggiandola – una vettura nel parcheggio di un distributore di benzina sulla statale 16, inveendo poi contro la proprietaria del veicolo incidentato. All’arrivo di una pattuglia della Polizia, dopo aver offeso gli agenti, si asserragliò in auto cercando di fuggire. La folle corsa terminò qualche chilometro più in là: inseguito dalla volante l’uomo perse il controllo della vettura e si schiantò contro un guardrail. Nel frattempo sul posto arrivavano altre due pattuglie della Polizia e una dei Carabinieri. Anziché arrendersi, il 56enne restò barricato in macchina, tanto che si rese necessario l’intervento di un carro attrezzi per la rimozione dell’auto con il suo proprietario all’interno. Una volta in Commissariato, Sticca fu ammanettato e dopo le formalità di rito trasferito al carcere di Larino.

A quanto pare anche dietro le sbarre l’uomo non aveva perso la sua esuberanza ed era solito andare in escandescenze, tanto da indurre la direzione della casa circondariale frentana a disporne il trasferimento a Campobasso. Tra gli episodi a suo carico, ci sarebbe anche l’incendio di una cella.

L’epilogo il 10 settembre scorso, quando Carlo Sticca è arrivato al Cardarelli di Campobasso. Le sue condizioni erano disperate, forse anche per via di alcune patologie di cui soffriva, come il diabete e la cardiopatia. Ma a quanto pare il decesso è stato causato da fattori diversi da quelli patologici. Per questo la Procura ha deciso di andare fino in fondo.

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