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Santo Stefano ‘demolisce’ il forno crematorio

Santo Stefano 'demolisce' il forno crematorio

E’ ancora muro contro muro tra l’amministrazione di Palazzo San Giorgio e i cittadini di Santo Stefano. La realizzazione dell’impianto per la cremazione continua ad essere un vero e proprio casus belli visto che il Comune, dopo aver pensato al cimitero di San Giovanni dei Gelsi, ora vorrebbe spostarlo proprio nella frazione campobassana.

Se ne è parlato anche sabato pomeriggio, nell’affollata assemblea pubblica che si è svolta nell’ex scuola di Santo Stefano. Tantissimi i cittadini che hanno deciso di partecipare per far capire al sindaco Antonio Battista e all’assessore comunale ai Lavori pubblici Pietro Maio che lì ‘non è aria’  e che quel forno non s’ha da fare. Le ragioni del no sono state illustrate durante l’assemblea pubblica dal presidente del Comitato Santo Stefano, Maurizio Di Cristofaro. “Diciamo no per diversi motivi – ha detto snocciolando numeri e utilizzando apposite slides – in primis perché riteniamo che non c’è congruità economica nel realizzare un impianto del genere nella nostra piccola regione. Parliamo di trenta cremazioni annue, secondo le stime Istat del 2013. Ad esempio, la Regione Piemonte ha stabilito che un impianto del genere è economicamente sostenibile se ci sono 1200-1300 cremazioni all’anno. Poi ci sono altri motivi validi e dubbi per l’inquinamento che sono fondamentali in una zona come la nostra che è prettamente agricola e con un impianto del genere le ricadute saranno gravi e comporterebbero la morte di Santo Stefano”.

L’articolo completo domani su Primo Piano Molise. 

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