Menù

Dissidi ricomposti e nuove adesioni, Cotugno presidente di tutti

Dissidi ricomposti e nuove adesioni, Cotugno presidente di tutti

Un abbraccio con il figlio Nicandro, nel Transatlantico, li commuove e fa commuovere chi li guarda. Occhi lucidi ovunque ti giri. Alcuni più degli altri. Perché la politica di oggi non si vergogna ad averli. In quell’abbraccio ci sono due anni e mezzo di attesa, silenzio paziente e rari contrasti con il Pd di Ruta e Leva che lo silurò in malo modo quando tutto sembrava già deciso. Dentro, si coglie, c’è pure l’orgoglio di chi sa che da oggi anche gli avversari, interni ed esterni, non potranno più ridurre la figura dell’ingegnere venafrano, ex sindaco della città e primo degli eletti nel 2013, a ‘cognato di Patriciello’. Perché Vincenzo Cotugno è il nome su cui il centrosinistra che governa il Molise da due anni e mezzo ha ricomposto i dissidi, attratto adesioni e convinto il centrodestra su un voto di garanzia e responsabilità comune nella rappresentanza istituzionale. Il ‘filotto’ di Frattura si chiama Cotugno.

Emozione e responsabilità, le parole con cui, appena salito sullo scranno più alto di Palazzo Moffa, descrive ai cronisti le impressioni a caldo. Nel suo discorso di insediamento il capogruppo di Rialzati Molise interpreta “il largo consenso ricevuto alla mia persona e al lavoro svolto”. Ribadisce così l’appartenenza al centrosinistra. Ringrazia il governatore e la maggioranza, il presidente uscente Niro, che “ha fatto lavoro egregio con impegno e passione” e i colleghi che lo hanno votato: “Spero di avervi sempre al mio fianco”. Tutti, dice, sono “chiamati a difendere con forza l’indipendenza e l’autonomia”. Anche quando il governo avanzerà il progetto di riforma per le Regioni, scandisce, la battaglia sarà per il mantenimento dell’integrità. E su questo fronte auspica “un deciso intervento dei parlamentari a difesa dell’autonomia”. Fa appello alla concordia, parola chiave del suo ragionamento. E non come inciucio né atteggiamento ipocrita o di convenienza. Concordia per il bene del Molise che, come l’Italia, sta cercando di uscire dalla crisi più violenta del dopo guerra, crisi economica, sociale e morale. Anche per l’azione dell’Ue e della Bce, rileva, “stiamo uscendo dal tunnel e dopo due anni e mezzo di duro lavoro le cose stanno cambiando”. Qui si riferisce al Molise, dando atto “al presidente Frattura di aver affrontato senza demagogia i problemi, ora il cammino comincia a dare i suoi frutti”. Ricorda l’azione di risanamento dei conti, lo sblocco dei fondi per le imprese che hanno lavorato alla ricostruzione, il raggiungimento degli obiettivi di programmazione europea “e l’impegno di tutti i fondi europei, facendo del Molise – rivendica – una regione virtuosa”. Restano, evidenzia, “le difficoltà di un popolo ancora afflitto da disoccupazione e precarietà e di certo le notizie di gravi episodi di corruzione e malaffare non aiutano”. Per questo, ripete, trova “giusto chiedere concordia, agire insieme per obiettivo un comune: il benessere della nostra regione”. Il Molise, analizza, “sta cambiando, stanno cambiando le persone che ci vivono”. Le loro ambizioni e le capacità valorizzate dalle nuove tecnologie. Qui come altrove oggi “la gente è più attenta e consapevole ma anche più esigente”, avverte il presidente del Consiglio regionale. Questa terra ha un tessuto produttivo “ancora vivo che resiste ad una pressione fiscale iniqua e ad una  concorrenza spesso sleale”. Il ruolo di chi la guida è potenziare le infrastrutture viarie e informatiche, investire a sostegno e rilancio dello sviluppo: “Così potremo restituire lavoro ai tanti che l’hanno perso”.

Autonomia, lavoro e – altra priorità – l’ambiente. “Le imprese che vogliono e investire in Molise devono rispettare l’ambiente, mai permetteremo – è l’impegno che chiede all’Assemblea – che i rifiuti di Napoli o della discarica di Malagrotta possano essere bruciati qui”. “La strada è ancora in salita – ammette -, il ‘Molise di tutti’ non era e non è uno slogan elettorale ma un obiettivo che ci poniamo. Dobbiamo abbattere muro di gomma della burocrazia, dare certezza nei pagamenti, garantire capacità della pubblica amministrazione di lavorare con efficacia ed efficienza. con questo spirito lavoreremo al nuovo regolamento del Consiglio e alla legge elettorale”. La mission è recuperare la fiducia dei cittadini, si tratta allora di capire “che possiamo fare per la nostra regione, troviamo insieme la risposta a questa domanda per futuro migliore”. Cita l’impegno del governo regionale e dei parlamentari, delle forze politiche e sociali per il riconoscimento, ottenuto, di area di crisi. “È questo – dice – il Molise di tutti”. Sobrietà e lavoro, questi i riferimenti della seconda parte di mandato, “nel nome – conclude – della primavera che abbiamo inaugurato due anni e mezzo fa”.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.