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Sisma, “l’emergenza si può gestire con la conoscenza”

Sisma, "l'emergenza si può gestire con la conoscenza"

Uno spiraglio di buon senso in un periodo caratterizzato da allarmismi provocati dallo sciame sismico che sta interessando la nostra regione, alimentando paure e preoccupazione in molti molisani. Edificante e propositivo il convegno che si è tenuto ieri a Baranello. Tema principale, le norme comportamentali più adeguate da osservare in caso di emergenza. A introdurre l’incontro, pianificato in seguito a vari colloqui con il Prefetto di Campobasso e in collaborazione con la protezione civile, Marco Maio, sindaco del paese, che ha posto l’accento su quanto sia importante fornire ai cittadini una corretta informazione. “La cittadinanza deve essere consapevole di vivere in un territorio interessato da attività sismiche – ha affermato il primo cittadino di Baranello – e che quindi la probabilità di avere prima o poi a che fare con un terremoto è molto alta. È importante diffondere una cultura della prevenzione: dobbiamo essere pronti a ogni evenienza. Anche gli amministratori comunali devono imparare a gestire le situazioni di pericolo, agendo con calma e raziocinio”.

Ospite d’onore del convegno è stato il professor Romano Torto, docente all’università ‘G. D’Annunzio’ di Chieti, esperto nella gestione delle maxi-emergenze, grazie al quale è stato facilitato il compito di tranquillizzare la popolazione in un momento così delicato. “Il terremoto – ha dichiarato –  non si può prevedere, ma solo sperare che non accada. Scopo della serata è fornire dei consigli su come comportarsi prima, durante e dopo un evento sismico”. Lo specialista, forte della sua lunga esperienza sul campo come coordinatore del dipartimento del 118 per le emergenze territoriali, che in passato è intervenuto anche dopo il terremoto di San Giuliano e dell’Aquila, ha dato anche indicazioni alle persone intervenute su come rapportarsi nei confronti del sistema di soccorso che si viene ad attivare. “Prevenire – ha continuato Torto – significa conoscere l’ambiente in cui ci si trova, sapere quali sono i muri portanti, quali i percorsi più sicuri verso cui rivolgerci, come ripararsi, dove sono le travi e i sostegni più solidi. E ancora non creare panico, non affollarsi, non correre, non usare ascensori o scale. Dare, insomma, le indicazioni giuste per poter gestire nel miglior modo possibile una situazione del genere. Questa è la miglior forma di prevenzione”.

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