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Burocrazia e strutture assenti per le vittime di violenza: Molise all’anno zero

Burocrazia e strutture assenti per le vittime di violenza: Molise all'anno zero

Quando il nemico si nasconde dentro casa. Schiaffi, pugni, violenze fisiche e psicologiche. Raccontare la paura e gli orrori che si vivono nella quotidianità, esporsi pubblicamente per scappare dal proprio carnefice può diventare un calvario. Denunciare alle forze dell’ordine ancora di più. C’è però chi sceglie di riprendere in mano la propria vita. Può contare ora su ‘Casa Martina’, la struttura nata per volontà dell’ex presidente del Movimento per la vita Annamaria Bernini e con il sostegno di padre Lino Iacobucci. Si offre un appoggio, anche se solo temporaneo e in casi di emergenza. E’ la prassi, così come avviene nelle ‘case rifugio’ (la permanenza è al massimo di tre mesi, ndr) che offrono una prima protezione alle donne vittime di maltrattamenti.

E poi ci sono le associazioni. Per fortuna, si potrebbe dire. Soprattutto se si vive in Molise, l’unica regione in tutta Italia in cui non esiste una ‘casa rifugio’.

Un centro antiviolenza è nato grazie  all’impegno dell’associazione Liberaluna onlus, presieduta da Maria Grazia La Selva, che da opera da un anno e mezzo. Da otto mesi riceve nei locali del Terzo spazio di via Cirese. Un pool di assistenti sociali, avvocati e psicologhe – tutte donne – offre ascolto, supporto legale e percorsi psicologici. Tutto in maniera gratuita. A disposizione c’è un numero telefonico (389.5617328) e un sito Internet (liberalunaonlus.wordpress.com).

L’articolo completo domani su Primo Piano Molise. 

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