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Il Venerdì santo come il Corpus Domini, cittadini in rivolta contro il Comune

Il Venerdì santo come il Corpus Domini, cittadini in rivolta contro il Comune

Non solo le vibranti note del Teco vorrei, le preghiere e il toccante appello del vescovo Bregantini a difesa della sanità di qualità, della biblioteca ‘Albino’ e della Corte d’Appello che rischiano di chiudere. E poi il monito all’amministrazione di Palazzo San Giorgio: “Che il Terminal sia degno di questa città”. Ma la processione del Venerdì santo è stata ‘accompagnata’ anche dalla fastidiosa presenza di ambulanti e di venditori di palloncini e di spade fluorescenti.

Rumori e colori che stridevano clamorosamente con la compostezza che richiedeva il momento tutto incentrato sul Cristo morto. Immancabili le polemiche del day after: sui social tanti hanno accusato la giunta di Palazzo San Giorgio. Il primo a fare pubblica ammenda è stato l’assessore comunale al Commercio Salvatore Colagiovanni: “Vi chiedo umilmente scusa, colpa mia per non aver dato indirizzo al comando per le dovute verifiche sui venditori di palloncini. Sarà mia cura a non far capitare questo il prossimo anno. Scusatemi”, il suo post su Facebook.

Il primo cittadino Antonio Battista ha promesso il pugno duro per il prossimo anno.

L’articolo completo domani su Primo Piano Molise. 

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