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Molise assente alla tribuna per il referendum, è polemica

Molise assente alla tribuna per il referendum, è polemica

Tradito dal rientro dalle feste di Pasqua. È Nico Ioffredi il rappresentante della Regione Molise che avrebbe dovuto sostenere le ragioni del Sì al referendum sulle trivellazioni del 17 aprile e che “per cause di forza maggiore”, come ha detto il conduttore Fulvio Meconi, non è riuscito a raggiungere in tempo gli studi della Rai a Roma. La causa di forza maggiore è una fila lunga 70 chilometri in autostrada. “Sarei arrivato ben oltre la fine della puntata, che era in diretta e durava 30 minuti. Solo un elicottero avrebbe potuto portarmi a destinazione in tempo utile, forse. Mi ero avviato per tempo e alla partecipazione tenevo molto. Ma purtroppo non ce l’ho fatta”, spiega.

Il caso si è affacciato sui social. Ad accorgersi dell’assenza della XX Regione, una delle nove che hanno chiesto la consultazione popolare, è stato ‘Il Mattino di Foggia’. “Forfait di #RegioneMolise alla #TribunaReferendum ora su @Rai3 per sostenere ragioni Sì il #17aprile. Gravissimo!”. Questo il tweet del quotidiano. Ritwittato dai 5 Stelle del Molise. Subito è scattata la polemica anche perché nel centrosinistra e nel Pd la tensione sul quesito – l’unico rimasto in piedi dei sei originari dopo le modifiche allo Sblocca Italia – è altissima. Alla tribuna referendaria, la prima, per il fronte No/Astensione c’era infatti Chiara Braga, responsabile nazionale Ambiente dei democratici.

Così il ‘cattivo pensiero’, alla notizia dell’assenza del Molise (Regione guidata dal renziano Paolo Frattura), si è fatto strada. Ma non era il governatore a dover intervenire in studio. Ogni Consiglio regionale ha individuato due delegati per ogni adempimento che riguardi il referendum. I delegati di Palazzo Moffa sono Nico Ioffredi, eletto con Sel, e Filippo Monaco (supplente), eletto con Costruire democrazia e oggi esponente della maggioranza di Frattura. E proprio Frattura, in entrambi i casi, è l’unico elemento che li colleghi a Renzi. Per il resto, dal premier si professano lontanissimi.

Oltre al Molise, per il Sì, c’era il prof Alberto Bellini dell’associazione ‘A Sud’. Come prevede il regolamento delle tribune predisposto dalla Commissione di vigilanza Rai, ha utilizzato anche il tempo a disposizione del Molise. Che, invece, ha sprecato un’occasione. Scorrendo il calendario pubblicato sul sito di Rai Parlamento – la testata che organizza le tribune referendarie – al momento non c’è una seconda possibilità per la Regione. “Vanesio come sono – ironizza Ioffredi – figurarsi se non ci tenevo ad andare in onda sulla Rai. A parte gli scherzi, sarebbe stata una grande occasione per far sentire la nostra voce a livello nazionale. Ma purtroppo c’era una fila incredibile in autostrada. Pensavo che il rientro da questi giorni di festa si fosse esaurito ieri sera (lunedì sera, ndr) o almeno in gran parte. Invece, eravamo fermi, tre file di auto da 70 chilometri. La segnalazione mi diceva che per Roma Sud sarebbero stati necessari ancora 88 minuti. E così ho chiamato la redazione, ho parlato con una giornalista spiegando tutto. Con grande rammarico perché ci tenevo a dire perché il 17 aprile bisogna votare sì, assolutamente sì”.

Giallo rientrato, dunque. Ma resta una menzione non d’onore. Che lo stesso Ioffredi, di sicuro, avrebbe voluto evitare. Il referendum chiede agli italiani se vogliono fermare gli impianti di estrazione già autorizzati e in funzione entro le 12 miglia marine anche in presenza di altro petrolio e gas. Perché votare sì, dunque? “Perché – la risposta di Ioffredi – bisogna dare un segnale forte al governo Renzi in materia di politiche energetiche”. In Arabia Saudita, porta ad esempio, è in stadio avanzato un progetto che utilizza l’energia solare per desalinizzare l’acqua del mare. “E noi siamo ancora ai fossili. Non ha senso. O guardiamo avanti o restiamo indietro”.

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