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Santissimo Rosario, i sindaci vanno dal procuratore Albano

Santissimo Rosario, i sindaci vanno dal procuratore Albano

Santissimo Rosario, ormai si è deciso un ultimo disperato “intervento”: andare tutti dal procuratore Paolo Albano. “Perché va rispettato il giudizio di ottemperanza del Tar Molise: l’ospedale di Venafro non si tocca. Diversamente, chi non lo fa, ne risponde penalmente rischiando fino a tre anni di carcere”. È questo il nuovo mantra degli uomini del Comitato Santissimo Rosario.

Ieri mattina il sindaco Antonio Sorbo ha concordato coi vertici del Comitato di recarsi dal capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale Isernia per chiedere il rispetto della legge. E non sarà solo, perché a lui si unirà anche il sindaco di Sesto Campano Luigi Paolone e quello di Conca Casale Luciano Bucci. In pratica i tre primi cittadini dell’area ristretta di Venafro. Il sindaco Sorbo si è pure sentito con il vicepresidente del Comitato Franco Macerola, il quale già ieri mattina si è recato in Procura da Albano, per farsi ricevere. Ci ritornerà nei prossimi giorni per avere un appuntamento. Oramai questa è la linea che sosterranno sia il Comitato, sia i tre primi cittadini citati: chiedere ad Albano che venga fatta rispettare la legge.

“È assurdo che una istituzione pubblica – che sia la Regione o la Asrem – non ottemperi ad una sentenza emessa da un organo giurisdizionale (Tar Molise). Se l’avesse fatto un comune cittadino penso che non l’avrebbe passata liscia” – sono le parole del sindaco Sorbo, condivise dagli altri “attori” della vicenda. A loro fa soprattutto rabbia essere stati presi in giro dal governatore Paolo Frattura sul rilancio del Santissimo Rosario. Sulle tante riunioni, le promesse mancate, gli stessi voti del Consiglio comunale con richiesta di rilancio dell’ospedale di Venafro, come punto di riferimento di un’area vastissima. Con il Reparto di Ortopedia e Traumatologia considerato un modello di riferimento per tutti. Reparto che, guarda caso, è stato momentaneamente trasferito ad Isernia e che il Comitato ha chiesto che deve ritornare a Venafro.

Intanto dopo il tentato blitz di chiudere Medicina e Pronto Soccorso, bloccato l’altro ieri dal Comitato con una nuova denuncia ai Carabinieri, ieri si sono registrate in ospedale altre pesanti criticità. Nella stanza del Pronto Soccorso venivano assistiti contemporaneamente tre pazienti con flebo, che non potevano essere appoggiati nella vicina astanteria. Tutte le stanze sono rimaste chiuse anche perché si era già proceduto a smantellarle e disinfettarle, per ricavarne altro. La situazione al momento viene monitorata dagli uomini del Comitato, in attesa di ulteriori sviluppi. Con nuove prese di posizione ed eventuali altre denunce. Insomma, lo stato di salute dell’ospedale cittadino appare sempre più critico e precario. È stato letteralmente abbandonato a se stesso dalla politica regionale che – secondo il Comitato – continua a togliere tutto senza concedere nulla in cambio. Lo stesso Comitato denuncia: “È chiaro a tutti che la Regione punta solo sulla sanità privata del Neuromed, chiudendo prima l’ospedale Venafro e poi quello di Isernia. Nulla da eccepire sull’eccellenza del Neuromed. Ma va vista in un contesto specialistico nazionale e di sinergia con l’assistenza degli ospedali pubblici del territorio, in particolare del Santissimo Rosario. Altrimenti pagheremo tutti un prezzo assai salato”.

Adesso i sindaci Sorbo, Paolone e Bucci, insieme con i vertici del Comitato, si giocano la carta dell’intervento di Albano. Inoltre aspettano buone nuove dalle iniziative dell’onorevole Danilo Leva e del senatore Roberto Ruta, in materia di assistenza sanitaria e dei servizi ospedalieri pubblici da salvaguardare in Molise. I due alti esponenti del Pd hanno promesso una contro proposta di Piano sanitario regionale di Frattura (come loro piddino), perché troppo sbilanciato verso il privato. I tre stanno anche cercando di trovare un Piano condiviso in materia di assistenza sanitaria per gli ospedali molisani. Ma pochi credono che ci riusciranno. Forse al momento vale più la lotta, tra loro, di posizionamento all’interno dello stesso partito (Pd), in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. In una parola aumenta solo la tempesta per gli ospedali molisani, con il Santissimo Rosario nell’occhio del ciclone.

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