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‘Sistema Iorio’, a giudizio 17 dei 22 indagati. Il 19 ottobre la prima udienza

'Sistema Iorio', a giudizio 17 dei 22 indagati. Il 19 ottobre la prima udienza

Si è conclusa stamane l’udienza preliminare per il cosiddetto ‘Sistema Iorio’. Il gup Teresina Pepe del Tribunale di Campobasso ha disposto il rinvio a giudizio per 17 dei 22 indagati. Ha invece prosciolto dalle accuse il giornalista Pino Saluppo.

Altri tre indagati hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato.

L’inchiesta della Squadra Mobile di Campobasso, coordinata dal procuratore Armando D’Alterio, ruota attorno alla figura dell’ex governatore Michele Iorio, ma vede coinvolti anche imprenditori, giornalisti, editori e funzionari pubblici. Nell’unico fascicolo, che conta decine di migliaia di pagine, sono confluite vicende diverse, tra cui il ‘concorsone’ della Protezione civile.

Molti i reati contestati a vario titolo, fra cui corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato, falsità materiale e ideologica, estorsione, violenza privata e ricettazione.

Il gup Pepe ha contestualmente prosciolto l’ex governatore da alcuni capi di imputazione.

La prima udienza si terrà il 19 ottobre. Davanti ai giudici del collegio penale del tribunale del capoluogo, oltre a Iorio, dovranno comparire Ignazio Annunziata, Rosario Cardile, Michele Colavita, Antonio Epifanio, Stefano Epifanio, Giuseppe Giarrusso, Marco Notardonato, Giuseppe Marchese, Giorgio Marone, Desio Notardonato, Quintino Pallante, Angelo Percopo, Manuela Petescia, Francesco Pettinicchio, Nicolino Sacchi, Anna Totaro.

Angelo Piunno, Annalisa Piccirillo e Francesco Boccia saranno invece giudicati con il rito abbreviato.

“Le indagini e la fase di garanzia – ha detto a margine dell’udienza il procuratore D’Alterio – sono state molto lunghe e questo dimostra la complessità delle indagini stesse, ma anche la profondità del contradditorio che si è realizzato. Se dopo un contradditorio di un anno e nove mesi – ha aggiunto – l’accusa regge, salvo ipotesi marginali, per alcune delle quali io stesso avevo chiesto il proscioglimento, è evidente che i fatti ci hanno dato ragione”.

“C’è stata una scrematura a fronte di quelle che erano le ipotesi accusatorie – le parole dell’avvocato Arturo Messere, legale di Iorio -, soprattutto nei confronti di Iorio: su dieci capi di imputazione per cinque abbiamo ottenuto il proscioglimento. Sono convinto, comunque, che questa inchiesta è una inchiesta colabrodo e quando andremo davanti al Tribunale dimostreremo che neanche gli altri capi di accusa, riguardanti i miei difesi, reggono. D’altra parte – ha concluso Messere – già questa prima scrematura dimostra che il ‘Sistema Iorio’ è ben altro, così come hanno affermato anche le elezioni di ieri a Isernia, e non quello che ritiene la Procura della Repubblica”.

“Sono convinto che, come già accaduto in molte altre occasioni passate, nel corso della fase processuale riuscirò a dimostrare l’infondatezza delle ipotesi di reato che mi vengono contestate nonché a dimostrare la mia totale innocenza”. Così l’ex governatore Michele Iorio ha commentato, in una nota, l’esito dell’udienza preliminare di questa mattina. “Il rinvio a giudizio deciso dal gup del tribunale di Campobasso – prosegue – rinvigorisce la mia voglia di lottare e di andare avanti. Al momento, in ogni caso, mi rimane la soddisfazione di aver completamente smontato il concetto di ‘Sistema Iorio’, su cui si reggeva l’intera accusa, già nella fase d’udienza preliminare. L’eliminazione di molteplici reati dall’accusa, infatti, dimostra che non esisteva e non esiste nessun sistema criminale denominato ‘Sistema Iorio’. Avrei certamente preferito che questa incresciosa vicenda finisse qui, ma sono convinto che alla fine non ci sarà nessuna sentenza di colpevolezza”.

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