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Reparti chiusi e debiti alle stelle. E il dg dell’Asrem se la prende con i cronisti

Reparti chiusi e debiti alle stelle. E il dg dell'Asrem se la prende con i cronisti

I reparti di Chirurgia e Medicina dell’ospedale Cardarelli chiusi, ovvero, ‘accessibili’ solo ai malati gravi. Blocco dei ricoveri e delle attività ordinarie. In termini giornalistici una notiziona che vale l’apertura del giornale, una bomba mediatica. Una di quelle notizie che catalizzano l’attenzione e l’interesse dei lettori, in questo caso pure utenti, che stanno assistendo impotenti all’impoverimento quotidiano dei servizi sanitari erogati, a fronte di una pressione fiscale sempre più asfissiante.

La notizia ha fatto il giro delle redazioni e ha ottenuto ovunque grande rilievo.

La circostanza, però, ha indispettito il nuovo direttore generale dell’Asrem, il calabrese Gennaro Sosto. L’ingegnere che Paolo Frattura ha voluto al posto del dimissionario Mauro Pirazzoli ha aperto ieri mattina i lavori della conferenza stampa convocata dal governatore-commissario dicendosi stupito, quasi scandalizzato, dai “toni eccessivamente alti” utilizzati dagli organi d’informazione nelle ultime ore.

Sosto ha parlato di “rilevanza mediatica che non aiuta nessuno” e che anzi genera inquietudine nei cittadini-utenti.

Nulla di particolarmente strano se l’ingegnere non avesse ripetuto innumerevoli volte lo stesso concetto. Dando quasi la sensazione di non aver gradito l’interessamento della stampa rispetto allo stop dei ricoveri, che al di là delle rattoppate giustificazioni rese, resta un fatto di una gravità assoluta, avvenuto in un momento storico di grande incertezza e sofferenza.

Se è vero, come sembra vero, che dal 1996, con cadenza periodica, all’ospedale Cardarelli di Campobasso i ricoveri sono sistematicamente sospesi per consentire ai dipendenti di “prendere fiato”, come mai in passato la notizia non ha mai suscitato l’interesse di questi giorni? Forse, chissà, mai come in questo periodo la fiducia per la classe dirigente è ai minimi storici?  Forse i cittadini, gli stessi operatori sanitari, non si fidano? Sono stanchi di essere presi per i fondelli? Non sono più disposti ad ascoltare promesse che puntualmente – lo dimostrano i fatti – vengono disattese?

Ingegnere, non sottovaluti il Molise. E, soprattutto, non sottovaluti i molisani. Che pagano il suo legittimo compenso affinché contribuisca a risolvere i problemi della Sanità. Non ne generi altri. Non si stupisca dell’importanza mediatica attribuita ad un evento. E non sia permaloso: nessuno dei cronisti molisani, ne sono certo, pensava a lei quando ha dovuto spiegare agli utenti che dal 28 giugno Chirurgia e Medicina sarebbero stati reparti off limits, se non per chi in ospedale ci arriva già con un piede all’altro mondo.

File d’attesa interminabili, reparti chiusi, ospedali smantellati, tasse e balzelli ai massimi storici, indebitamento milionario che pagheranno pure i figli dei nostri figli, medici e personale paramedico in rivolta, innumerevoli domande senza risposte. E mo vuoi vedere che la colpa è di chi racconta i fatti?

Ingegnere, i cittadini di questa bella terra hanno una facoltà: possono scegliere se leggere Primo Piano Molise, un altro quotidiano, informarsi dal web, guardare il tg di Teleregione, piuttosto che quello della Rai o di un’altra emittente. Sono cittadini liberi. Nonostante l’ampia varietà, però, i pareri raccolti tra la gente sulla gestione della sanità vanno più o meno tutti nella stessa direzione. Non se la prenda a male direttore, ma la direzione non è quella che lei amerebbe ascoltare.

luca colella

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