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Erbe spontanee, un’economia a impatto zero è possibile

Erbe spontanee, un'economia a impatto zero è possibile

Forse non tutti sanno che in Liguria si realizza un’acqua di colonia con ortiche di Capracotta. E poi c’è il cardo, una pianta utilizzata come cibo per gli asini fino a quando ne sono state scoperte le proprietà per il benessere della persona. Così come la canapa e l’alloro. Ma è lungo l’elenco delle erbe spontanee che nascono in Molise e che potrebbero costituire un’opportunità in più per lo sviluppo di un territorio incontaminato come il nostro.

“C’è un altro mondo possibile, a costo zero e a impatto zero. Dopo l’agricoltura biologica e gli orti biologici, è rimasto vuoto uno spazio: tutta la cultura sulle erbe spontanee, che sono ricche di elementi. Il Molise è forse la regione migliore in cui sviluppare questi saperi e dunque un’economia in cui si coniugano le produzioni conviviali con una piccola e media industria di qualità ed ecologica”, parola di Antonio D’Andrea, che ha fondato 31 anni fa un’associazione dal nome emblematico, ‘Vivere con cura’. La prima sede a Milano, oggi ce n’è una anche a Capracotta.  D’Andrea sarà uno dei protagonisti della terza edizione del Festival delle erbe (con ingresso libero) che si svolgerà da giovedì fino a domenica in una location d’eccezione: Villa de Capoa ospiterà incontri di cucina vegetariana e cosmesi naturale, corsi, laboratori, degustazioni, yoga e alimentazione naturale.

L’articolo completo domani su Primo Piano. 

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