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La Camera di commercio scrive ai parlamentari: no a tagli indiscriminati

La Camera di commercio scrive ai parlamentari: no a tagli indiscriminati

“Garantire la possibilità di continuare a svolgere quel ruolo di supporto alle nostre imprese che è di vitale importanza per l’intero territorio”: è uno dei passaggi del documento della Camera di commercio del Molise, condiviso da associazioni e organizzazioni di categoria, con il quale si chiede alla delegazione parlamentare del Molise e al presidente della Regione “una grande attenzione in modo da attuare una riforma efficace del settore”, in vista della imminente definizione della riforma degli enti camerali. “Se l’obiettivo di dare una maggiore efficienza alle Camere di commercio con minori costi per le imprese è condivisibile – si legge nella nota – è altrettanto importante valorizzare adeguatamente il possibile apporto delle Camere e del sistema camerale italiano al ridisegno complessivo di una Pa efficiente e responsabile, nei confronti dei cittadini e delle imprese”. Poi, un riferimento alle attività svolte e ai tagli. “Tra il 2008 e il 2014 le Camere di commercio di Campobasso e Isernia hanno complessivamente aumentato le spese promozionali di ben il 68%, mettendo a disposizione del territorio complessivamente più di 15 milioni di euro, finanziando l’internazionalizzazione, la presenza a fiere e mostre all’estero, l’accesso al credito attraverso il sistema dei Confidi, la promozione delle eccellenze produttive, della legalità, dell’innovazione delle imprese e del miglioramento energetico. Pur nella convinzione che una generale riorganizzazione del pubblico impiego resti una priorità di sistema – prosegue il documento – riteniamo che una previsione di eccessiva riduzione di personale impedirebbe di continuare a svolgere alcuni compiti fondamentali per lo sviluppo economico. L’applicazione secca di tagli lineari svuoterebbe di senso gli sforzi già attuati in autonomia in questi anni dalle Camere virtuose: le Camera di commercio di Campobasso e di Isernia, complessivamente, dal 2000 a oggi hanno già ridotto di più del 30% il proprio personale, contro un complessivo -6% del resto della Pa nello stesso periodo”.

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