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Garanzia giovani, la Uil Molise auspica un cambio di passo

Garanzia giovani, la Uil Molise auspica un cambio di passo

Garanzia giovani e l’ultimo rapporto sul programma – quello dello scorso 14 luglio – sono al centro dell’analisi della Uil Molise che snocciola cifre e dettagli a tutto tondo.

“Sono quasi 9 mila i giovani che si sono registrati al programma, equamente divisi tra ragazzi e ragazze. Il 63,1% del totale sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego, a fronte di una media nazionale del 66,1% – si legge in una nota – con pochi giovanissimi: 453 ragazzi e ragazze di età fino a 18 anni, quasi la metà (4.366 unità) sono giovani maggiorenni fino a 24 anni, il 45,2% (3.972 unità) sono ragazzi e ragazze di età compresa tra i 25 ed i 29 anni. Interessanti i dati che riguardano l’indice di profilazione dei giovani presi in carico: in Molise il 90% dei giovani presi in carico presenta un indice di profilazione medio alto e alto, il che vuol dire più difficoltà di inserimento lavorativo”.

Ma troppe cose non vanno nel programma ‘Garanzia giovani’ come realizzato in Molise – questa l’accusa di Tecla Boccardo, leader della locale Uil – perché, per quanto riguarda gli impegni di spesa la Regione Molise, dopo due anni di operatività del piano, ha impegnato 3,9 milioni di euro, poco più della metà delle risorse assegnate. Mentre per quanto riguarda la spesa, abbiamo rendicontato quasi esclusivamente per tirocini utilizzando un quinto delle risorse disponibili. Insomma, le risorse ci sono ma vengono impegnate e spese con ritardi  che vanno assolutamente superati”.

“Serve certamente un deciso cambio di passo per la continuazione del programma con adeguati finanziamenti volti a riqualificare, soprattutto, i Servizi per l’impiego. Infatti, è fondamentale per la buona riuscita di Garanzia Giovani, che a monte vi siano servizi per l’impiego efficienti ed efficaci e che vi sia il reale coinvolgimento del mondo delle imprese e della scuola. La spesa e gli investimenti in tema di politiche attive e di potenziamento della rete dei servizi per l’impiego resta insufficiente e, assolutamente, sottodimensionata rispetto alle funzioni che vengono assegnate”, la richiesta.

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