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Legalizzazione della cannabis, il secco ‘no’ di padre Jacobucci

Legalizzazione della cannabis, il secco 'no' di padre Jacobucci

Anche padre Lino Jacobucci, coordinatore della comunità ‘La Valle’ di Toro, interviene in merito al tema dell’estate: la ‘legalizzazione della cannabis’.

“Già negli anni addietro – scrive in una nota – sempre per iniziativa di alcuni parlamentari, se ne era parlato. Poi chissà perché la proposta era stata riposta nel cassetto. Oggi con rammarico, devo costatare che ci siamo, se anche gli esperti, sentiti dalla Commissione parlamentare, mi piacerebbe conoscere il loro parere, si dichiarano favorevoli. L’opinione pubblica e gli organi d’informazione, riportano motivazioni superficiali e rassegnate. Da parte mia asserisco che non si renderà un buon servizio agli adolescenti e ai giovani. La cannabis, oggi, è tra le droghe più devastanti. In questi anni di mio impegno sul campo ho potuto costatare quanto sia vero quello che ascoltai in una pubblica conferenza da parte di un neuropsichiatra di fama: “se proprio dovessi avere un figlio dedito alla droga preferirei fosse eroinomane anziché cannato”. E ne spiegava le motivazioni. La cannabis, oggi, è tra le droghe più devastanti. Ascolterò sempre più mamme, meno papà, che mi diranno: “Mio figlio fuma. Che devo fare?” Risponderò di non preoccuparsi? Si dice, ancora, che non tutti quelli che fumano useranno droghe pesanti. Certo l’esperienza mi dice che però è la chiave che introduce nel mondo illusorio. Ascolterò che legalizzare è un modo efficace per combattere le organizzazioni malavitose. Ma non si dirà di quanti adolescenti e giovani si avvieranno lungo un crinale che li porterà in basso. Avevamo in questo momento storico pochi problemi perché ne aggiungessero ancora degli altri. Quando l’uomo, e in particolari gli adolescenti e i giovani con i loro reali bisogni, saranno posti al centro dell’attività dei nostri governanti? Certo non accetteremo il rimedio peggiore del male”.

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