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Gli amministratori dell’Appennino in conclave a Castel del Giudice

Gli amministratori dell'Appennino in conclave a Castel del Giudice

I rappresentanti istituzionali dell’Appennino, colonna vertebrale d’Italia, si ritrovano dal 21 al 23 ottobre 2016 a Castel del Giudice per la prima Assemblea dei sindaci e degli amministratori delle Comunità dell’Appennino. Un evento, che sarà un vero e proprio laboratorio di idee, di scambio e di confronto, sul rilancio delle aree interne dello Stivale, organizzato da Slow Food Italia in collaborazione con il Comune di Castel del Giudice. Per tre giorni, gli amministratori italiani saranno insieme a tecnici, docenti ed esperti, per partecipare a due tavoli, incentrati sulle azioni di prevenzione dal rischio sismico e sui temi dell’emergenza e della ricostruzione, le cui argomentazioni ed approfondimenti convergeranno poi nell’assemblea plenaria di domenica 23 ottobre.
«Fare rete è importante – sottolinea Lino Gentile, sindaco di Castel del Giudice, borgo simbolo di come la collaborazione tra pubblico e privato possa produrre reddito e giovare a tutta la comunità -. Dopo l’incontro delle comunità delle aree interne, in occasione degli Stati Generali dell’Appennino lo scorso anno, siamo riusciti a metterci in contatto con altre amministrazioni, altre realtà simili alla nostra, convinti che insieme si possano trovare soluzioni comuni». L’evento sarà lo spunto per pianificare buone pratiche che possano dare centralità alle comunità di montagna, attraverso la valorizzazione delle economie locali, a partire da quelle agricole. L’obiettivo è infatti quello di elaborare strategie, azioni e proposte che servano da guida a politiche che favoriscano il reddito da lavoro nel rispetto di ambiente, esigenze e culture locali.
«Questa prima Assemblea dei sindaci e degli amministratori l’abbiamo dedicata alla fragilità dell’Appennino – evidenzia Sonia Chellini, vicepresidente di Slow Food Italia – quella fragilità specifica data dall’imprevedibilità degli eventi sismici o dalla prevedibilità dei dissesti idrici e idrogeologici causati dall’abbandono, dall’incuria o dalla prepotenza delle speculazioni. E su quanto questi eventi incidano sulla tenuta delle reti sociali e delle economie locali, sull’abbandono dei luoghi. Come nell’antica tradizione dei telai, a Castel del Giudice intesseremo la trama della politica amministrativa. Quella di tutti i giorni, quella che può migliorare, nelle piccole cose, la qualità della vita delle persone e la bellezza dei territori».

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