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Isernia, Monaco striglia d’Apollonio

Isernia, Monaco striglia d'Apollonio

Un tackle in piena regola nei confronti del primo cittadino pentro d’Apollonio. È quello che, con una sua nota, fa ben intendere Vittorio Monaco (nella circostanza firmatosi semplice cittadino, ma nel novero dell’organizzazione grillina isernina).

«Bisogna lanciare – scrive – immediatamente un appello alla Croce Rossa: “Salvate il Generale Giacomo!” Perché in soli quattro mesi di amministrazione, il nuovo Sindaco di Isernia è diventato ormai un ostaggio. Ostaggio della sua stessa Giunta (della quale è palese la disarmante inconsistenza politica) e ostaggio del mancato rispetto di incomprensibili accordi elettorali che lo pongono sullo stesso piano di coloro che lui stesso ha accusato di non essere stati leali quando si è trattato di proporre la candidatura a Sindaco della Città. Nelle ultime settimane, il Generale Giacomo è stato impegnato esclusivamente a tamponare le scorribande dei suoi sottoposti che pensano di poter sottomettere l’intera Città a malcelati interessi “esterni” che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico. Per la maggior parte dei consiglieri comunali sembra esserci un solo assillo quotidiano: trovare il modo di piegare ai propri scopi ogni possibile questione al fine di incrementare un esclusivo tornaconto personale. Così si trasferiscono le scuole pubbliche in capannoni industriali di proprietà privata, si riesumano vecchi project financing (loculi cimiteriali) o se ne propongono altri nuovi di zecca (piscina comunale) magari con bandi da cucire “su misura”  ma tutto senza alcuna capacità di programmazione pubblica dello sviluppo (?) della Città: basti pensare ad un organigramma del personale inamovibile, con rendite di posizione che la fanno da padrone. Ormai colpito dalla sindrome di Stoccolma il Generale Giacomo ha optato per una sorta di privatizzazione generale della cosa pubblica nella quale rientra anche la questione Ospedale Veneziale:  non ci sono parole per descrivere il documento imposto al Consiglio Comunale che sembra scritto a quattro mani (se non sotto dettatura) con il Presidente della Regione Paolo Frattura: si fanno voti, si chiede l’elemosina forse per aggraziarsi l’attuale Presidente-Commissario ad Acta in previsione delle nomine dei Sindaci-Senatori se dovesse passare la sciagurata riforma costituzionale predisposta dalla “banda dei quattro”. E non può essere taciuto il tentativo di “occupazione” di luoghi pubblici destinati alla cultura (auditorium, ex lavatorio) per destinarli ad incomprensibili attività che nulla hanno a che fare con gli scopi originari. Isernia appare sempre più come Napoli nel film “Le mani sulla città”: una realtà sociale, ambientale e culturale altamente degradata che produce personaggi riprovevoli.  La sala consiliare sembra ormai un’aula sorda e grigiache si appresta a trasformarsi in bivacco di manipoli, dalla quale i Cittadini che anelano il rinnovamento, che propongono nuove idee, nuovi progetti, nuove forme di democrazia partecipata vengono tenuti lontani e non degnati di alcuna considerazione. Stringiamo i denti e prepariamoci al peggio, perché a quello… non c’è mai fine».

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