Menù

Rapita e costretta a prostituirsi, la polizia libera giovanissima schiava del sesso

Rapita e costretta a prostituirsi, la polizia libera giovanissima schiava del sesso

La segnalazione è partita da Campobasso. E’ così che la polizia ha salvato una giovane nigeriana costretta a prostituirsi in Calabria. La Polizia di Stato reggina arresta un cittadino nigeriano per sequestro di persona, riduzione in schiavitù ed induzione e sfruttamento della prostituzione in danno di una giovane connazionale. Ieri 14 novembre personale del Commissariato di Gioia Tauro e della Squadra Mobile di Reggio Calabria ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di Sunday Omoridion, nato a Benin City (Nigeria), 42 anni, richiedente asilo politico, in regola sul territorio nazionale, per aver sequestrato e ridotto in stato di schiavitù una giovanissima connazionale I. B., 19 anni.

L’attività di polizia è stata sviluppata dopo una specifica segnalazione della Questura di Campobasso, che indicava a Rosarno, in un non meglio specificato appartamento di Via Carbonai, il luogo ove era tenuta segregata, contro la sua volontà, una cittadina Nigeriana, costretta a prostituirsi da un uomo che si faceva chiamare lo Zio e da una donna che rispondeva al nome di Silvia o Madame.

Una volta al sicuro la ragazza ha raccontato la sua storia. Ha riferito che era stata portata in Italia e che 15 giorni addietro, mentre si trovava in un centro di accoglienza di Vasto, è stata prelevata da colui che lei conosceva con l’appellativo di Zio e da una donna, conosciuta come Silvia o anche come Madame. I due, dopo averla caricata in macchina, l’hanno condotta fino a Rosarno, dove è stata segregata nell’appartamento di via Carbonai e costretta a prostituirsi con delle persone di colore, dietro pagamento di una somma di denaro.

Il ricavato dello sfruttamento sessuale della povera donna nigeriana veniva poi consegnato a Omoridion. L’attività di sfruttamento subita è stata giustificata con la necessità di recuperare la somma di circa 20.000 euro che sarebbe stata spesa per consentire alla giovane donna nigeriana di arrivare clandestinamente in Italia. La povera vittima è stata fatta vivere in uno stato di degrado assoluto, per aumentare su di lei la pressione psicologica utile ad assicurarsi la riduzione in schiavitù e per indurla in una condizione di vulnerabilità e di inferiorità fisica o psicologica utile a soggiogarla totalmente. Nel corso della perquisizione sono rinvenuti effetti personali, profilattici, telefoni cellulari e 600 euro circa in contanti.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.