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Ginecologia a Isernia, Frattura: niente chiusura, nel 2017 una verifica

Ginecologia a Isernia, Frattura: niente chiusura, nel 2017 una verifica

Il governatore vuole “rasserenare gli animi” perché quella della Ginecologia di Isernia “è una situazione che si può recuperare”. Come? Bloccando l’emorragia di parti che finiscono fuori regione e che invece potrebbero avvicinare Isernia (come anche Termoli) alla fatidica soglia dei 500 parti imposti dal ministero.

La deroga

Glissa sulla richiesta di deroga il governatore, ma non vuol nemmeno sentir parlare di destino segnato. Innanzitutto un miglioramento ci sarà con l’arrivo di nuovi medici, promette il commissario, confidando nei concorsi che a breve l’Asrem farà partire.

“Continuo a leggere cose che non corrispondono alla verità dei fatti – spiega il governatore Frattura -. C’è un decreto che fissa a 500 parti all’anno il parametro di riferimento per garantire la permanenza di un punto nascite. Noi ne abbiamo due punti sotto i 500 parti certificati”. Al dato di fatto, Frattura dà pure una soluzione: “Quelle aree territoriali subiscono un’importante mobilità passiva, cioè tante partorienti da Termoli e Isernia vanno fuori regione a dare alla luce i loro bambini. Siamo convinti che si possa recuperare questa migrazione negativa verso altre regioni”.

La verifica il prossimo anno

“Prima di parlare di chiusure nel Pos abbiamo previsto il 31 dicembre 2017 come data di verifica del numero dei parti che ci saranno in Molise nel corso del prossimo anno. Il 31 dicembre 2017 sarà una verifica, non una programmata chiusura. Così rassereniamo gli animi di tutti” spiega ancora Frattura.

La situazione di Isernia

Il punto nascite di Isernia ha però anche altri problemi, come l’atavica mancanza di personale in Pediatria, necessaria affinché le mamme possano sentirsi sicure e scegliere il Veneziale come struttura nella quale partorire: “Va detto – conclude Frattura – che in alcune situazioni c’è un’oggettiva carenza e mancanza di personale e questo, purtroppo, crea difficoltà nell’organizzazione e nella gestione di quel reparto. Con l’immissione di nuovo personale attraverso i concorsi sono convinto che anche sotto questo aspetto si garantirà quella qualità che il paziente cerca”.

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