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Molise, «evitiamo che il nostro futuro sia preso in ostaggio»

Molise, «evitiamo che il nostro futuro sia preso in ostaggio»

Cari amici, care amiche, cari molisani tutti,

credo sia arrivato il tempo di svolgere alcune importanti riflessioni per evitare che il nostro futuro sia preso in ostaggio da forze e da personaggi che ci stanno devastando anche il presente. E mi piacerebbe anche confrontarmi in ogni sede, in qualche tavola rotonda, in incontri aperti al pubblico dove ogni esperto partecipante possa esprimersi liberamente senza sentirsi costretto da appartenenze.

È dal 2012 che, in qualità di presidente del Consorzio di bonifica della Piana di Venafro, ho goduto innanzitutto della vostra fiducia ma soprattutto ho avuto un punto fondamentale di osservazione sull’andamento della nostra economia, venafrana e regionale, sullo stato dell’occupazione giovanile e non, sullo stato dell’istruzione scolastica ed universitaria, sulla efficienza dei nostri apparati burocratici, sullo stato di salute in generale sia delle imprese private sia delle imprese pubbliche.

E sì, il Consorzio di bonifica concede una visione ad ampio spettro e mi sollecita ora, dopo cinque anni dedicati al risanamento dei conti dell’ente, all’organizzazione, alla programmazione di alcune opere strategiche di cui alcune saranno operative già nel 2017 (messa in sicurezza della vasca di laminazione di Ripaspaccata a Montaquila e potenziamento della centralina idroelettrica in primis) ad osservare le tante e numerose criticità che il territorio sta subendo per scelte o inefficaci o intempestive della politica regionale.

La situazione del’inquinamento, i tagli e le scelte operate nella sanità pubblica, i tanti commissariamenti in corso sia nei riguardi di enti partecipati dalla Regione Molise, sia da enti pubblici economici come i Consorzi di bonifica dove la Regione Molise certamente è opportuno prenda decisioni volte alla migliore e più efficiente organizzazione ma, come nel caso del Consorzio di bonifica della Piana di Venafro, anche rispettare la autonomia di gestione di un ente con i conti a posto nel 2016 e dove è proprio la Regione ad avere qualche difficoltà tenuto conto che non figura negli elenchi degli aventi diritti a voto predisposti per le elezioni del prossimo 19 marzo 2017 perché morosa, non avendo pagato i contributi di bonifica e nemmeno chiarito la querelle con l’Agenzia del Demanio. Non solo, la Regione Molise non ha dato ancora ai Consorzi di bonifica molisani i contributi previsti dalla legge 42/2005 (basta leggere l’articolato!) ad esempio per l’elaborazione del Piano di classifica, per la manutenzione delle strade, per la quota spettante riguardo le attività di bonifica e manutenzione annuale.

E che dire della situazione in cui la Regione Molise ha lasciato andare il Parco regionale dell’Olivo, il Museo Winterline e l’Oasi delle Mortine?

È vero, in molte occasioni ci siamo ritrovati tutti in marce e in cortei a Isernia come a Campobasso o per difendere il nostro storico Ospedale di Venafro – uniti al seguito del Comitato guidato da Vaccone e Macerola – o per denunciare l’assenza di provvedimenti per ridurre se non eliminare le fonti di inquinamento che stanno avvelenando intere generazioni con lutti ripetuti nelle nostre famiglie come denunciato più volte dalle Mamme per la salute. Il successo della recente manifestazione di cui si è fatto promotore Raffaele Siano, a seguito della prematura scomparsa dell’amico Loreto Zullo, è rimasta scolpita nella mia mente.

Abbiamo avuto attraverso i nostri amministratori comunali, i sindaci, gli esponenti ecclesiastici, e tanti professionisti validi come avvocati e consulenti di impresa, manager ed esponenti del mondo Confindustriale, del mondo imprenditoriale agricolo o dei sindacati di categoria sia ufficiali Cgil, Cisl, Uil – sia appartenenti ai Cobas, numerosi dibattiti o incontri ai tavoli tecnici o incontri informali con gli esponenti della giunta e del consiglio regionale in cui in qualche sporadico caso hanno preso parte anche i parlamentari molisani, senza ottenere mai nulla di concreto ma solo parole, rinvii e inviti a stare tranquilli.

È ora di prendere una posizione e di avere il coraggio di parlare e di intervenire in maniera fattiva per far accelerare la realizzazione di progetti strategici quali il potenziamento della logistica sia ferroviaria sia stradale, la valorizzazione delle nostre acque, gli investimenti sul digitale, per l’innovazione e per la sicurezza delle città, un’attenta considerazione per nostri giovani talenti a cui dobbiamo poter offrire chance, altrimenti proseguiranno ad andare via.

Ho notato infatti una certa ritrosia e timidezza da parte di molti rappresentanti politici di ogni schieramento e anche dei nostri parlamentari e dell’unico europarlamentare a volersi esprimere sulle cause del degrado non solo programmatico ma anche etico in cui siamo caduti.

In tante scelte della nostra Regione si tocca con mano questa alleanza tra personaggi politici che occupano poltrone importanti, hanno relazioni importanti, e vogliono raggiungere uno scopo importante: dividersi il potere ancora alle prossime elezioni, qualsiasi esse siano (comunali, regionali, politiche) da oggi al 2018!

Ed ecco spiegato anche il motivo per cui nessuno parla, nessuno prende iniziative e, soprattutto, delibere e impegni concreti, perché tutti vogliono conservare un potere di interlocuzione anche con questi soggetti, nonostante ora si abbiano le prove del loro egoismo e della loro tradizionale abitudine a gestire la comunicazione mediatica in maniera soporifera.

Sono anni che leggiamo sempre le stesse problematiche sulle prime pagine dei giornali, le purtroppo irrisolte crisi aziendali dove i lavoratori sono ormai all’esasperazione e nonostante ciò continuano nelle loro battaglie per difendere o prolungare almeno la cassa integrazione.

Ma non si può continuare a prendere in giro padri e madri di famiglia: bisogna innescare lo sviluppo con nuove iniziative, nuove idee e nuovi progetti sfruttando al meglio le tante e preziose risorse pubbliche comunitarie, nazionali e regionali già disponibili.

Si può, anzi è doveroso impostare nuove soluzioni con provvedimenti di ampio respiro discussi tra persone competenti e fattive, coinvolgendo anche i media e gli esponenti della magistratura affinché la giustizia trionfi sempre.

Ecco il contributo da chiedere all’Università, alla Camera di commercio, agli imprenditori aderenti a Confindustria, alla Coldiretti, alla Cia, alla Confagricoltura, ai sindacati autonomi e a tutte le organizzazioni produttive anche nel settore servizi e, perché no, ai nostri vescovi.

Crescita, occupazione, competitività, valutazione delle priorità e dei rischi, attenzione per il sociale, comportamenti etici, valorizzazione competenze, rispetto di procedure e regole, queste invece le parole d’ordine che rappresentano parte del decalogo del buon amministratore e del gestore d’impresa che abbia a cuore non solo il proprio benessere e dei propri adepti, ma il benessere dell’intero territorio.

In regione siamo pochi e ci conosciamo tutti, troviamoci nelle sedi opportune e cerchiamo di dare un senso all’esistenza del Molise: «La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre», per dirla con Einstein!

Vittorio Nola

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