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Pornodiva violentata, il presunto stupratore si difende: «Accusa calunniosa»

Pornodiva violentata, il presunto stupratore si difende: «Accusa calunniosa»

Iniziano a delinearsi in maniera più chiara i contorni della vicenda sui presunti abusi sessuali denunciati della showgirl e attrice hard Serena Rinaldi.

Questa la ricostruzione dei fatti fornita dall’attrice ai carabinieri di Montagano: il tutto sarebbe accaduto nella giornata di venerdì 3 marzo, quando la Rinaldi si trovava in Molise insieme al suo agente per motivi di lavoro. In quell’occasione avrebbe accettato l’invito a casa di un suo fan, 36 enne di Matrice, che da tempo le inviava messaggi di apprezzamento su Facebook. Una situazione che non ha insospettito la sexy attrice, solita – come ha raccontato  – a mantenere rapporti cordiali via social con i propri fan. Ma questa volta, sempre secondo la testimonianza resa della Rinaldi, l’incontro con l’ammiratore molisano sarebbe degenerato in una violenza sessuale. Solo l’intervento del manager, avvisato via sms, avrebbe evitato il peggio. Una volta abbandonata la casa del presunto stupratore, la showgirl è stata accompagnata all’ospedale Cardarelli di Campobasso e sottoposta a visita ginecologia. Poi la denuncia ai carabinieri. I militari guidati dal maggiore Nestola hanno acquisito il referto medico del Cardarelli, che, a quanto pare, non evidenzierebbe segni di violenza sulla donna.

L’uomo accusato di abusi, invece, non è stato ancora ascoltato dagli inquirenti, ma da fonti investigative si apprende che l’appuntamento con la Rinaldi sarebbe stato concordato preventivamente, e non nei termini riferiti dalla donna.

Intanto il legale del 36enne, il noto penalista Arturo Messere, pur mantenendo il massimo riserbo sulle vicenda, parla di «un’accusa calunniosa» nei confronti del suo assistito. «Siamo in possesso – commenta – di tutta la documentazione che dimostra la totale infondatezza dell’accusa».

Al vaglio degli inquirenti anche i motivi della visita in Molise della donna e del suo agente. A Matrice e nell’hinterland campobassano non ci sono, infatti, locali che offrono spettacoli o serate di intrattenimento con attrici e showgirl.

Ad ogni modo il caso continua a tenere banco e a far discutere. I cittadini di Matrice non si sbilanciano, ma la maggior parte di loro sembra avere molti dubbi su una vicenda che, a quattro giorni dalla denuncia, presenta ancora molti lati oscuri.

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