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Lavanolo, guai giudiziari anche in Molise per Colasante: contenzioso da 11 milioni con l’Asrem

Lavanolo, guai giudiziari anche in Molise per Colasante: contenzioso da 11 milioni con l'Asrem

Come nel caso dell’appalto che lo ha portato agli arresti, Antonio Colasante gestisce da anni il servizio di lavanolo (lavaggio e noleggio) per le strutture sanitarie dell’Asrem. Il contratto risale al 2009, la gara a quattro anni prima. Un bando dalla vita complicatissima, le ditte escluse si rivolsero alla giustizia amministrativa e i tempi di aggiudicazione si dilatarono non poco. Dal 2010 al 2013 altre stranezze: affidamenti aggiuntivi (la sterilizzazione dei dispositivi medici) alla Hospital Service, che hanno fatto lievitare in maniera significativa il valore originario e complessivo di 19 milioni di euro. I 5 Stelle calcolano che sia arrivato a 40 milioni.

Ma con l’azienda di via Petrella l’imprenditore abruzzese (nato a Guardiagrele e trapiantato a Lanciano) da un paio d’anni non ha più un buon rapporto. Numerose le contestazioni mosse all’erogazione dei servizi da parte di Hospital Service. Il contenzioso, tuttora in corso, riguarderebbe almeno 11 milioni: che Colasante ritiene di dover avere e che l’Asrem invece finora non ha pagato.

Guai giudiziari per Colasante, che ha pubblicato una decina di anni fa anche un quotidiano – ‘Tutto Molise e Abruzzo’ – andato però in edicola per poco tempo, pure in regione. Insieme ad altre sette persone, fra cui l’ex direttore generale dell’Asrem Angelo Percopo, dovrà comparire il prossimo 16 maggio davanti al gup. L’inchiesta riguarda proprio l’appalto per il lavanolo. L’udienza preliminare, che stabilirà il rinvio a giudizio o meno degli indagati, è stata fin qui più volte rinviata.

Arrestato lunedì su ordine del gip di Lanciano nell’ambito dell’indagine della procura frentana sul  servizio lavanderia curata dalla sua società Publiclean per la Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Colasante è sotto accusa (insieme alla dirigente Tiziana Spadaccini e al manager Asl dell’Asl Pasquale Flacco) perché ha beneficiato di liquidazioni di fatture illecite per due milioni e 130mila euro. I soldi incassati transitavano nel giro di pochi giorni dal conto della Publiclean a quello della Hospital Service, che fa parte della Colasante Holding, poi venivano girate ad altre società, sempre della stessa holding, e infine utilizzate da Colasante per l’acquisto di una villa a Porto Cervo, sequestrata dagli inquirenti.

Anche nella gestione dell’appalto dell’Asrem alla ditta abruzzese sono contestate irregolarità che, se non fosse stato messo in atto un controllo, probabilmente non sarebbero emerse e avrebbero prodotto esborsi non dovuti. In un provvedimento dell’allora manager Pirazzoli (2015), si legge che da verifiche effettuate «sono emerse sostanziali divergenze in merito alle fatturazioni emesse dalla ditta appaltatrice, in particolare per quanto attiene ai quantitativi relativi a disinfezione biancheria»  e ancora «al servizio di sterilizzazione», al «numero delle persone che mensilmente usufruiscono del servizio di lavanolo extraospedaliero».

L’azienda di via Petrella conferma il contenzioso, significativo, in atto con la Hospital Service e l’intenzione di continuare ad effettuare pagamenti ai fornitori – in questo caso e in generale – controllando meticolosamente le prestazioni rese fattura per fattura.

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