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Petraroia incalza sul Patto per il Molise: se ne discuta in Consiglio

Petraroia incalza sul Patto per il Molise: se ne discuta in Consiglio

«Annunci che auspichiamo non restino lettera morta». Così Michele Petraroia considera le dichiarazioni del ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti a Termoli.
L’ex assessore regionale al Lavoro del Pd, poi passato sotto le insegne di Sinistra italiana, non ha gradito la «manifestazione politica a sostegno di Matteo Renzi», l’incontro organizzato dai dem al Circolo della Vela. E ritiene anche che la verifica dello stato di avanzamento del Patto per il Molise sia stata «presunta».
Un chiarimento è d’obbligo: al Cosib si è riunito il gruppo di lavoro (governo-Regione) sul Patto. Al termine del vertice, le dichiarazioni del ministro alla stampa.
Nel merito, comunque, la critica di Petraroia è che dello stato di avanzamento non si discuta in Consiglio regionale. Dove continua ad augurarsi che prima o poi ciò avvenga «con l’esposizione a carico della giunta delle previsioni fatte, degli stanziamenti decisi e dello stato di avanzamento complessivo dello strumento di pianificazione finanziario più importante del periodo 2014-2020». In quella sede «dovranno essere evidenziate le scelte, i tempi di realizzazione, le ricadute occupazionali e la connessione dei singoli interventi con la strategia di sviluppo complessiva della Regione Molise. Dalle scarne dichiarazioni rilasciate dal ministro del Mezzogiorno – prosegue – non sono emerse novità di particolare interesse, nessun cenno al perché il governo non sia intervenuto per preservare la filiera bieticola-saccarifera e l’unico stabilimento produttivo del Centro-Sud, nessun riferimento a quando si aprirà il cantiere per 150 milioni di euro del raddoppio ferroviario Termoli – Lesina deliberato recentemente dal Cipe dietro pressione della Puglia, e nessun cenno agli interventi urgenti da assumere sul pericoloso movimento franoso in agro di Petacciato che minaccia l’autostrada A14, la linea ferroviaria adriatica e la Statale 16, che sono infrastrutture nazionali e non regionali. Sarebbe stato interessante capire se nei progetti del governo si persegue la realizzazione della terza corsia autostradale anche nel tratto Ancona – Foggia, se si vuole investire in un sistema capace di unire le potenzialità dei porti di Pescara, Ortona, Vasto, Termoli e Manfredonia potenziando la logistica in raccordo con gli aeroporti più vicini per migliorare i collegamenti coi corridoi europei che guardano ai Balcani».

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