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Puzza nell’aria, nuove segnalazioni in tutta la piana di Venafro

Puzza nell’aria, nuove segnalazioni in tutta la piana di Venafro

«Tutte le volte che avvertite ‘puzze’ nell’aria chiamate subito i Carabinieri e segnalate il fenomeno». Questo è stato il suggerimento dei funzionari dell’Arpam (Agenzia per l’ambiente molisano) a quei cittadini che hanno chiamato per denunciare che nell’aria della città arrivano zaffate di aria irrespirabile. Di un odore penetrante, che prende alla gola, come di plastica bruciata o fenolo. Purtroppo il brutto fenomeno, già segnalato in passato, continua a verificarsi soprattutto di notte e in aree diverse della città. Più recentemente non c’è un orario fisso in cui si verifica. Fatto sta che viene denunciato da più persone, anche a mezzo Facebook. Non sono residenti in un’unica area venafrana, come capitava una volta soprattutto per gli abitanti della parte bassa di Venafro, nelle prime ore dell’alba.
Ora il fenomeno è stato avvertito persino sul Colle, che è la parte alta, praticamente il nucleo antico di Venafro, l’arcifamoso centro storico. Ultime segnalazioni sono state inviate a Primo Piano anche da cittadini residenti nella frazione di Ceppagna, che si trova più ad ovest, ad oltre due chilometri di distanza dalla città capoluogo. E persino Carmine Pietrangelo, uno degli animatori della vita culturale cittadina, ha più volte denunciato il fenomeno su Facebook rivolgendosi a funzionari dell’Arpam, da cui ha ricevuto sempre la stessa risposta. Sta capitando anche su via Colonia Giulia e via Campania, dove di notte improvvisamente l’aria diventa acre, di un odore chimico e sapore penetrante. Una sensazione bruttissima, soprattutto per chi soffre di allergie e si sente soffocare. Probabilmente molto dipende dalle condizioni climatiche e dalla pressione atmosferica. Di quando l’aria crea aree di ristagno oppure viene incanalata in ben determinate direzioni. Ma da che cosa deriva questo brutto e misterioso fenomeno di inquinamento? Qualche mese fa, nella scorsa estate, è stata segnalata con insistenza una provenienza dalla parte est della piana. Quella intorno alla frazione di Triverno, dove tra l’altro si trova l’inceneritore dell’Herambiente. Inoltre era stato denunciato un orario fisso di riferimento: le prime luci dell’alba (intorno alle quattro, cinque di mattina). L’area più colpita era quella intorno a viale della Stazione e via Colonia Giulia. Ora il fenomeno continua a verificarsi e sembra essere ben più esteso. Da Venafro fino a Ceppagna. E soprattutto con orari e giornate diverse. In modo meno prevedibile, ma sempre assai fastidioso.
Purtroppo la denuncia sull’inquinamento delle Mamme per la Salute e del grande movimento di popolo- nato intorno alla grande sfilata di metà gennaio per le vie di Venafro di oltre 5mila cittadini- rimane senza risposte certe delle istituzioni. Né è servita troppo la successiva petizione popolare, con 5mila firme raccolte, che si è sviluppata intorno allo stesso movimento. Una petizione che è stata inviata alla Regione e alla Provincia e per conoscenza alla Procura di Isernia. I potenziali fattori di inquinamento rimangono in piedi tutti e sembrano persino rafforzati. Sono a rischio ancora i controlli della qualità dell’aria, con la centralina dell’Arpa posta in via Colonia Giulia che non è certo rimarrà in funzione oltre il 2018. Il traffico pesante, proveniente da Cassino, è stato momentaneamente deviato su via Campania. Osserva un ambientalista: «Servono più controlli e restrizioni sulle potenziali fonti inquinanti dell’aria. Ad esempio sia Herambiente che la Colacem (cementificio di Sesto) possono bruciare una quantità maggiore di rifiuti e pure il Css (combustibile secondario solido), in cui ad esempio rientrano le balle di rifiuti. Né vengono ancora pubblicate le analisi effettuate sui campioni di polveri sequestrate nell’ambito dell’operazione svolta dai Carabinieri e dalla Forestale a fine 2016, su un camion che le trasportava proprio da Herambiente alla Colacem». F. S.

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