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Pastore prima vittima del codice di comportamento. L’Asrem lo ha sospeso

Pastore prima vittima del codice di comportamento. L’Asrem lo ha sospeso

Un procedimento disciplinare che ha fatto molto discutere. Ora, con la sospensione proposta dalla commissione e adottata dalla direzione generale dell’Asrem, il nuovo codice di comportamento dei dipendenti dell’azienda sanitaria ha fatto davvero la sua prima vittima. Peraltro ‘illustre’.
Con un provvedimento preso nelle ultime ore, a pochi giorni dalla scadenza del termine per decidere, i vertici di via Petrella hanno sospeso dal lavoro l’ex primario del Veneziale di Isernia Lucio Pastore. Quanto alla sanzione, si attesterebbe al ‘minimo sindacale’ (tre giorni). Ma di sicuro farà discutere. E di sicuro, visto che il medico lo ha ampiamente annunciato, la vicenda non si chiuderà qui.
Pastore è finito sul banco degli imputati per le ripetute dichiarazioni rilasciate alla stampa di critica nei confronti del piano operativo del presidente-commissario Frattura e per lo spazio che questo concede, a suo dire, ai privati, Neuromed e Cattolica in testa. L’accusa di Pastore, rappresentante del comitato Veneziale Bene Comune è di ‘privatizzazione’ della sanità. In base al nuovo regolamento, in vigore da pochi mesi, i dipendenti dell’Asrem devono astenersi da commenti pubblici, anche sui social, che danneggino l’immagine dell’azienda. La commissione disciplinare ha dunque avviato il procedimento, il 7 marzo Pastore è stato ascoltato insieme ai suoi legali e alla Cgil Funzione pubblica, sindacato a cui è iscritto. In quella occasione il dottore annunciò: se l’Asrem mi sospende anche solo per un’ora la porterò in tribunale per danni all’immagine.
Non un’ora, ma tre giorni di sospensione è la punizione che gli ha comminato l’azienda. La reazione non tarderà ad arrivare.

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