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Bandi per 17,6 milioni, avvisi ai raggi X nel vertice col partenariato

Bandi per 17,6 milioni, avvisi ai raggi X nel vertice col partenariato

Come concordato nell’incontro del 19 maggio scorso, prosegue il confronto col partenariato sociale sull’attuazione dell’accordo di programma per la riqualificazione industriale del distretto Campochiaro-Bojano. Accordo raggiunto a metà mese con i ministeri dello Sviluppo, dell’Economia, delle Infrastrutture e che vede come partner operativi Invitalia e Italia Lavoro.
Ieri sera a Palazzo Vitale si è svolta una nuova riunione con i rappresentanti di sindacati, associazioni di categoria ed enti locali. Il vertice è stato presieduto dal governatore del Molise Paolo di Laura Frattura e dall’assessore allo Sviluppo economico Carlo Veneziale.
Durante la riunione sono stati approfonditi gli aspetti tecnici dei quattro avvisi pubblici che erano stati anticipati alle organizzazioni sindacali e datoriali da Frattura e Veneziale due settimane fa, al termine dell’illustrazione dell’accordo di programma per l’attuazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale.
Nel dettaglio, gli avvisi hanno una dotazione finanziaria complessiva, a valere sulle risorse Por Fesr Fse 2014-2020, pari a 17,6 milioni di euro: 14 milioni sono stanziati per il bando “aiuti per investimenti in macchinari, impianti, beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”; 1,6 milioni sono destinati alle misure di politica attiva per il sostegno all’occupazione over 30; 1 milione infine per ciascuno dei due bandi relativi all’auto imprenditorialità.
A conclusione dei lavori il capo dell’esecutivo di via Genova e l’assessore hanno espresso soddisfazione. «Stasera una condivisione reale – hanno dichiarato Frattura e Veneziale – raggiunta con il nostro partenariato attraverso un confronto costruttivo e di merito: nell’impalcatura degli avvisi che abbiamo costruito, elementi e indicazioni utili a perseguire il risultato che ci siamo dati tutti insieme, il rilancio del nostro tessuto produttivo e l’innalzamento dei livelli occupazionali».
«I quattro bandi per 17,6 milioni di euro segnano un nuovo passo concreto nella costruzione delle opportunità che vogliamo assicurare a tutti i cittadini molisani», hanno concluso il presidente e l’assessore.
Sfumature e accenti diversi nelle dichiarazioni delle organizzazioni sindacali, invece. Per esempio il timore della Uil è che nella gestione del percorso dell’area di crisi complessa – che interessa un bacino di lavoratori di circa 5mila unità – ci siano non solo due velocità ma pure due pesi e due misure. «Tanti aiuti alle imprese per investimenti in macchinari e tecnologie (dispongono di 14 milioni), molto poco per l’occupazione degli over 30 (ci sono 1,6 milioni, anche questi di fatto soldi destinati alle aziende come rimborso degli oneri da retribuzione), ancora meno, solo un milione, per l’auto imprenditorialità nell’area di crisi e un altro milione per l’auto imprenditorialità in tutta la regione», commenta a margine dell’incontro la segretaria Tecla Boccardo. Coi tirocini formativi si mettono in attività per pochi mesi 444 persone, due milioni serviranno a far nascere 80 nuovi imprenditori. Queste alcune proposte migliorative che il sindacato di Barbagallo ha presentato al tavolo. Intanto, una valutazione che preveda quanti occupati in più derivano dalla attività di riorganizzazione aziendale e dalla adozione di innovazioni di processo o di prodotto: «Diamo soldi alle aziende che investono soprattutto se creano occupazione». E poi un utilizzo intelligente dei tirocini: «Vogliamo evitare che la medesima azienda che ha già utilizzato tirocini negli anni scorsi, senza poi trasformarli in rapporti di lavoro stabili, ripresenti domanda oggi per sostituire manodopera piuttosto che stabilizzarla». Bisogna puntare, sempre secondo la Uil, sull’auto imprenditorialità prevedendo anche una quota di aiuti riservata a quella femminile. Conclude Boccardo: «La Regione metta a disposizione un servizio di orientamento ed accompagnamento alla progettazione. I Centri per l’impiego devono essere il luogo deputato all’approfondimento della misura, svolgendo azione di raccordo nel mercato del lavoro. Si fa così in altre Regioni, si può fare anche da noi».

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