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Troppi poteri all’Arpa, la Consulta dà ragione a Renzi: la norma della Regione è incostituzionale

Troppi poteri all’Arpa, la Consulta dà ragione a Renzi: la norma della Regione è incostituzionale

Fu il governo di Matteo Renzi a impugnare quattro articoli del bilancio 2016 dell’amministrazione Frattura. Tra questi, quello che ampliava i compiti di Arpa Molise.
Era luglio 2016, mancavano poche settimane all’arrivo del premier a Campobasso per la firma del Patto per il Molise.
Tra le disposizioni censurate da Palazzo Chigi, l’articolo 16 della legge 4/2016. Che all’Agenzia di protezione ambientale affidava funzioni amministrative regionali in materia di ambiente e di energia, ma anche di inquinamento atmosferico e di impianti termici. «Si tratta – hanno scritto i giudici delle leggi nella sentenza 132/2017 – non di funzioni legate ad attività tecniche di prevenzione, vigilanza e controllo ambientale, bensì di funzioni di amministrazione attiva in materia non solo di ambiente, ma anche di energia».
Per esempio, per quanto riguarda gli impianti termici, all’Arpam erano trasferiti sia la funzione di rilasciare autorizzazioni ambientali degli impianti, sia il controllo sul rispetto delle stesse.
Poteri che cambiano profondamente la natura e la funzione dell’Agenzia, ha stabilito la Corte Costituzionale. La legislazione regionale, quindi, si discosta «radicalmente dal principio fondamentale contenuto nella normativa statale in questione, con ciò violando l’art. 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione». La Regione nel giudizio non si era costituita. Né risulta che l’articolo impugnato e ora cassato sia stato poi mai attuato.

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