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Bojano. Bilancio preventivo, l’amministrazione rompe il silenzio

Bojano. Bilancio preventivo, l’amministrazione rompe il silenzio

A qualche giorno dal deposito del bilancio preventivo 2017 da parte del commissario ad acta nominato dalla Prefettura, abbiamo ascoltato l’assessore alle Finanze Donato Toma, esperto in materia contabile negli enti pubblici, per fare chiarezza sullo stato di salute delle finanze a Palazzo S.Francesco.
Assessore, il bilancio preventivo del Comune di Bojano è stato redatto e pubblicato dal commissario ad acta. È cambiato qualcosa rispetto alla bozza sottoposta alla giunta comunale dall’ufficio finanze?
«Certo che è variato, basta comparare i dati pubblicati dal commissario in termini di entrate correnti (i soldi a disposizione per beni e servizi alla collettività) con quelli che erano stati predisposti dagli uffici comunali per la giunta: preventivo commissario 6.042.095,00 euro – preventivo portato all’attenzione della giunta 6.823.752,00 euro – con una evidente differenza di minori entrate previste pari a 781.657,00 euro. Ovviamente il commissario ha dovuto pareggiare necessariamente il preventivo con le risorse a disposizione coprendo le cosiddette spese obbligatorie con tali previsioni evidentemente minori rispetto a quelle più “ottimistiche” formulate dall’ufficio addetto alla programmazione. Come dire, qualcuno immaginava di avere più risorse a disposizione ed invece ne abbiamo a stento per tenere aperta la porta del Comune».
E la capacità di spese del Comune? È variata?
«Ovviamente è variata, secondo i numeri è peggiorata. Il Comune, nelle ragionevoli e prudenti previsioni del commissario, avrà giocoforza meno risorse di quelle indicate nello schema di bilancio predisposto dall’ufficio finanziario e non approvato dalla giunta. Qualche comparazione può aiutarci a capire meglio le possibilità di spesa: spese correnti preventivate dal commissario per il 2017, 5.666.218,10 euro – spese correnti di cui al preventivo non approvato, 6.439.637,93 euro; quindi minore capacità di spesa pari ad 773mila 419,83 euro. Tolti gli esborsi per spese elettorali (che per il commissario valgono, per il 2017, 10mila euro anziché, come preventivato dall’ufficio finanze, euro 100mila euro) e che costituiscono, in sostanza, partite di giro, il resto rappresenta in gran parte risorse che dovevano consentire maggiori servizi alla collettività. In sostanza, senza l’intervento “asettico” del commissario avremmo promesso ai bojanesi beni e servizi che, secondo la valutazione numerica del commissario stesso, non potevamo sostenere, almeno non nella misura prevista dal nostro ufficio finanziario. Ma ciò non vuol dire che, con la giusta politica, in futuro non si possano trovare le risorse necessarie per uscire dall’alveo ristretto delle spese obbligatorie».
Abbiamo letto che il bilancio indica un avanzo presunto pari ad un milione 361mila euro circa, allora “il tesoretto” c’è? Perché non viene speso?
«Immaginate che vi comunichino di aver vinto alla lotteria una cospicua somma; voi, presi dall’euforia, imprudentemente, cominciate a spendere e poi, quando controllate il montepremi, vi accorgete che la vincita non c’è o è notevolmente ridimensionata. L’avanzo di amministrazione, prima dell’approvazione del conto consuntivo, si dice presunto perché non è certo e, pertanto, non è utilizzabile. La normativa attuale (articolo 187 Tuel) non consente, se non in casi eccezionali e con certificazione del dirigente, la sua applicazione a copertura di spese. Tant’è che l’avanzo presunto per l’ente in circa un milione 361mila euro si è oggi trasformato, secondo le indicazioni del settore finanziario, in avanzo libero di 672mila 325 euro circa, e pure tale dato è all’attenzione di un altro commissario ad acta. Prudenza e corretta amministrazione impongono di non utilizzare risorse soltanto ipotizzate prima che le stesse non siano definitivamente accertate. In sostanza, l’avanzo di amministrazione presunto è un dato grezzo, ancora non depurato dei crediti da svalutare o da stralciare (residui attivi riaccertati) e dei debiti da eliminare (residui passivi riaccertati)».
In relazione ai crediti inesigibili, ha contezza del loro importo?
«Immaginate di avere cambiali in un cassetto rilasciatevi da soggetti che non vi pagheranno e che nemmeno vale la pena perseguire perché sono nullatenenti. Da una rapida riclassificazione della proposta di riaccertamento ordinario dei residui sottoposta alla giunta, risulta che il settore finanze ha proposto la variazione per inesigibilità di crediti pari a circa un milione 800mila euro, di cui crediti (residui attivi) vecchi di oltre cinque anni di euro un milione 363mila circa, crediti che vanno dal 2000 al 2011. Ogni persona di buon senso, se non ha motivazioni e documentazione a supporto, deve quanto meno chiedersi perché mantenere in attivo tali somme e perché non siano state eliminate negli anni passati. Si badi bene, i residui attivi, in massima parte crediti, confluiscono nell’avanzo di amministrazione incrementandolo e, quindi, se insussistenti, danno l’illusione a chi amministra e agli amministrati di avere un tesoretto a cui attingere all’occorrenza».
E i debiti?
«L’operazione sui debiti? Sono stati spalmati sugli anni a venire, debiti che dovevano essere pagati negli anni passati. Io sono felice, pago meno; un po’ meno felici saranno i miei figli e i miei nipoti. Non mi risulta sia stata chiesta l’eliminazione di residui passivi precedenti al 2011. Si consideri che il Comune, tra il 2013 e il 2014, ha fruito del D.L. 35/2013 pagando circa 8 milioni e 200mila euro di debiti con un’anticipazione di liquidità erogata dalla Cassa depositi e prestiti da restituire in trent’anni con una rata capitale annua di circa 270mila euro, oltre interessi previsti per l’anno 2017 pari a 136mila 750,00 euro, che graverà sull’attuale e sulla prossima generazione di bojanesi. Si pensi che il comune di Campobasso (circa 50mila abitanti) ha usufruito, quando ero assessore al Bilancio, della stessa anticipazione per un importo di poco più di 3 milioni di euro».
Si parla di un fondo debiti fuori bilancio di circa 500mila euro. Il preventivo commissariale prevede anche questo accantonamento?
«Sì, lo prevede. È la stessa cosa dire “sono felice perché posso pagare debiti che non conoscevo”, ma sarei stato più felice se le risorse le avessi utilizzate per dare servizi alla collettività e non, quindi, per cercare di non farmi pignorare il fondo cassa. Più nello specifico, quando parliamo di debiti fuori bilancio ci riferiamo ai debiti contratti senza autorizzazione del Consiglio (senza previsione e successivo impegno di spesa) per svariati motivi che ne giustificheranno o meno il loro riconoscimento. I debiti fuori bilancio previsti per il 2017 sono quelli contratti evidentemente negli anni precedenti il cui riconoscimento e pagamento graverà su questa amministrazione, sottraendo alla gestione 500mila euro che potevano andare a beneficio dei bojanesi in opere e servizi. L’effetto dei debiti fuori bilancio è quello di migliorare i bilanci delle amministrazioni che li hanno contratti e peggiorare quelli delle amministrazioni che ne subiscono, sine culpa, il riconoscimento: come dire tu spendi senza gravare sul tuo bilancio e io pago per una gestione a cui non ho partecipato».
E il fondo crediti di dubbia esigibilità?
«Nel nostro caso, significa prendere ogni anno atto che i miei crediti sono di scarsa qualità. L’Fcde è creato con lo scopo di riservare risorse per appianare eventuali insolvenze e non si può perciò impegnare (non si può spendere). Tale fondo si calcola principalmente sulle entrate derivanti da imposte e tasse nonché su entrate extra-tributarie: trattasi di una svalutazione di crediti di dubbia esazione. Sulle complesse modalità di calcolo di tale fondo si è pronunciata con una deliberazione la Corte dei conti Molise nel novembre 2016 ritenendo non congruo il calcolo effettuato dal Comune di Bojano alla data 1 gennaio 2015. Il fondo calcolato dal commissario relativamente al triennio 2017/19 si è ridotto rispetto all’Fcde proposto alla giunta dal settore finanziario perché si sono ridotte le previsioni di entrata sulle quali applicare la svalutazione. L’accantonamento al fondo è calcolato in base ad una media della percentuale del non riscosso negli ultimi cinque anni (circa il 42% per Tari e altre tasse, circa il 60% per il servizio idrico) considerando, a preventivo, soltanto i crediti sorti nell’anno, mentre, a consuntivo, vanno svalutati anche i crediti degli anni precedenti (residui attivi). Bojano ha percentuali di crediti non riscossi importanti poiché il Comune ha una marcata difficoltà nelle riscossioni e crea, pertanto, cospicui residui attivi. Nel 2014, nella classifica dei 1.186 Comuni italiani tra i 5mila ed i 10mila abitanti, Bojano era al 1.054° posto per l’affidabilità dei residui attivi (scarsamente affidabili) (fonte: www.openbilanci.it)».
E sulla mancata approvazione delle tariffe?
«Non posso fissare il “biglietto di entrata” senza sapere quanto mi costerà lo spettacolo. Come si è avuto occasione di segnalare pure al commissario, le delibere di giunta relative alle tariffe propedeutiche al bilancio di previsione per il triennio 2017/19 avrebbero necessitato, per una loro puntuale strutturazione, di un’attendibile previsione di spesa. Ciò in quanto le medesime tariffe costituiscono una parte importante dell’entrata che può essere “calibrata” in relazione al reale fabbisogno finanziario dell’ente anche in concomitanza con l’eventuale dimensione del risultato di amministrazione presunto dell’esercizio precedente o con l’eventuale necessità di dover ripianare un disavanzo in formazione pure riferito a tale data. Tutto ciò considerato, la giunta ha ritenuto in via prudenziale, a fronte di un preventivo con aspetti da chiarire, di non procedere all’approvazione delle tariffe lasciando invariate e riproposte ope legis quelle applicate nel precedente esercizio finanziario».
Sono state previste nuove assunzioni?
«Il commissario non le ha previste ma le ha in programma la giunta. Infatti, è stata redatta una proposta di delibera relativa alla programmazione triennale del fabbisogno del personale, che, ottenuti i pareri tecnici, è stata inviata al revisore dei conti per il parere di competenza e contiene le indicazioni sul reclutamento nel prossimo triennio di alcune figure professionali necessarie al Comune con inevitabile copertura a preventivo dei relativi costi, utilizzando, a questo punto, una variazione di bilancio. Il bilancio preventivo del commissario da sottoporre al Consiglio dovrà essere esaminato dai consiglieri con tutte le proposte di delibere propedeutiche sì da dare un quadro completo ed inscindibile delle risorse a disposizione dell’ente e delle spese che necessariamente si andranno a finanziare. Non dimentichiamo che il bilancio preventivo è un documento in divenire; infatti in caso della necessità di autorizzare nuove entrate e nuove spese o stornare entrate e spese già previste (cambiare di capitolo), dovrà essere variato, assestato, con approvazione in Consiglio».
Assessore, si possono superare tali criticità?
«Prima di tutto, devono essere rispettati i tempi tecnici prescritti dalla legge e dal regolamento di contabilità. La giunta ha la necessità di ricevere il bilancio con congruo anticipo, di regola 45 giorni prima, rispetto alla data entro la quale il Consiglio dovrà approvarlo. Non è possibile approvare un bilancio sottoposto all’organo di governo, come è successo nel nostro caso, a ridosso della scadenza dell’esame consiliare. Significherebbe costringere l’organo deliberante a non leggerlo o a farlo in modo approssimativo e frettoloso, a farlo proprio, cioè, senza averlo in sostanza esaminato e senza aver consapevolmente partecipato alla sua formazione. Il bilancio preventivo è un documento programmatico prettamente politico e, pertanto, accertatane la consistenza numerica, va adottato come atto strategico che richiede i tempi necessari. Se tutti ci rimboccassimo le maniche ed ognuno nel proprio ruolo collaborasse alla ricerca e all’attuazione delle soluzioni adeguate alla situazione, sicuramente potremo garantire alla comunità bojanese, nel breve periodo, una qualità di vita migliore dell’attuale. Non si tratta di dimostrare chi sa fare il bilancio più bello o più brutto, di chi sa fare o meno i “magheggi”, si tratta di prendere coscienza della reale situazione finanziaria della città da cui ripartire per costruire, perché le criticità esistono ma ci sono anche soluzioni per superarle. Chi non conosce la propria storia rischia che la stessa si ripresenti facendosi carico inevitabilmente di responsabilità non proprie: a questa amministrazione va attribuita la responsabilità di uscire dalle secche non quella di esserci finita». ppm

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