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Filiera avicola, qualcosa si muove: Amadori convoca gli operai dell’incubatoio

Filiera avicola, qualcosa si muove: Amadori convoca gli operai dell’incubatoio

Il bando del Psr per il sostegno agli investimenti in immobilizzazioni materiali è stato pubblicato. Ha una dotazione di 3,5 milioni e scade il 14 luglio. È questa la misura che con molta probabilità aiuterà l’investimento del gruppo Amadori per ristrutturare l’incubatoio di Bojano.
Intanto, l’azienda di Cesena sta contattando proprio in queste ore gli operai che lavoravano nell’impianto. Li incontrerà, per un colloquio, martedì prossimo a Bojano. Qualche giorno prima, venerdì 23, la riunione coi sindacati. Qualcosa si muove, dunque, dopo mesi di silenzio e attesa: attesa che si chiudesse l’iter di trasferimento dei beni acquistati da Agricola Vicentina (Srl del gruppo Amadori) all’esito della procedura bandita dai curatori di Gam, Logint e Agria Holding. E attesa delle mosse del colosso romagnolo.
Nell’accordo siglato al ministero dello Sviluppo economico a fine febbraio (fra Regione, Mise, azienda e sindacati) è previsto l’accesso ai fondi del programma di sviluppo rurale per i lavori all’impianto di incubazione delle uova, chiuso dal 1 gennaio scorso, e la firma di un contratto di sviluppo per la ristrutturazione dello stabilimento di Monteverde. Differenti i tempi previsti per la riattivazione: una decina di mesi, a partire dall’avvio dei lavori, per l’incubatoio; non meno di tre anni per il macello.
Con il bando del Psr è stato compiuto un primo passo. Nel primo cronoprogramma, di massima, circolato quando è stata discussa e poi firmata l’intesa, le previsioni per la riapertura dell’incubatoio indicavano l’autunno. In coincidenza con la scadenza dell’altro anno di cassa integrazione straordinaria di cui stanno usufruendo i 270 ex addetti della Gam. Tempi che ora si sono allungati.
Anche per questo ha destato molto clamore, un clamore positivo, fra le maestranze la convocazione degli addetti all’incubatoio. Le previsioni di riassunzione dichiarate da Amadori nell’accordo sono di una trentina di unità al riavvio delle attività nell’impianto e fino a 60 a regime. Il contratto che sarà proposto ai lavoratori è a tempo determinato: avventiziato in agricoltura. Condizioni completamente diverse da quelle che Arena prima, poi Solagrital e infine Gam offriva alle maestranze. Ma allo shock gli ex Gam sono preparati. Sanno da mesi a cosa andranno incontro. E molti di loro, per via dell’età, puntano all’autoimpiego o al prepensionamento o ancora all’incentivo all’esodo. Il quadro, quindi, è chiaro. Non sarà l’Eden, ma da Cesena hanno più volte ribadito la volontà di rilanciare la filiera avicola molisana e orientarla al biologico e alle produzioni di pollo antibiotic free. Venerdì il primo confronto di Amadori con le organizzazioni sindacali da nuovo proprietario. Martedì quello diretto con le maestranze. ritai

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