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Chirurgia toracica, alla Cattolica le tecniche del futuro

Chirurgia toracica, alla Cattolica le tecniche del futuro

Il tumore al polmone rappresenta ancora oggi la prima causa di decesso per tumore nell’uomo e la seconda nella donna.
La terapia che garantisce le migliori chances di guarigione è rappresentata dall’asportazione chirurgica della neoplasia attraverso un intervento chirurgico chiamato “lobectomia polmonare” o, in casi selezionati, “segmentectomia polmonare”, costantemente associate alla asportazione dei linfonodi che si trovano nell’emitorace interessato dal tumore.
L’evoluzione della tecnologia ha permesso di rendere questo intervento chirurgico sempre meno invasivo, rendendo un intervento storicamente eseguito attraverso una incisione di circa 20-30 cm di lunghezza (Toracotomia), fattibile con tecnica puramente toracoscopica (Uniportal Video Assisted Thoracic Surgery- Uniportal Vats).
La tecnica Uniportal Vats rappresenta l’ultima evoluzione nel campo della chirurgia mininvasiva polmonare. Si basa su una incisione di circa 4 cm al IV o V spazio intercostale, attraverso la quale vengono inseriti una speciale telecamera e degli strumenti operatori che permettono di asportare la malattia con risultati oncologici assolutamente sovrapponibili a quelle della chirurgia “open”, ma con enormi vantaggi per il paziente.
La possibilità di eseguire l’intervento senza divaricazione costale e sezione muscolare fa sì che il dolore post operatorio sia nettamente ridotto. La degenza post operatoria, storicamente di 7-8 giorni, si riduce a 2 o 3 giorni e la ripresa completa del paziente avviene nell’arco di un paio di settimane, piuttosto che di due o tre mesi come avveniva con tecnica “Open”.
«Gli straordinari risultati che si ottengono con questa tecnica – spiega il professor Stefano Margaritora – hanno portato la UOC di Chirurgia Toracica del Policlinico Gemelli di Roma ad eseguire pressoché tutti gli interventi di chirurgia polmonare attraverso l’incisione uniportale, e la grossa esperienza acquisita ci ha reso Centro per L’addestramento accreditato dalla Società Europea dei Chirurghi Cardiotoracici – Ests ( European Society of Cardio Thoracic Surgeons).
Il professor Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica del Gemelli, collabora stabilmente con la Fondazione “Giovanni Paolo II”. Ieri ha eseguito diversi interventi chirurgici a Campobasso, anche con l’innovativa metodica Uniportal Vats, che verrà effettuata regolarmente anche presso il Centro di Ricerca e Cura molisano, nell’ottica di potenziare l’ambito della Chirurgia Toracica. Il professore è stato assistito da Francesco Palumbo, chirurgo Toracico in Fondazione.
La chirurgia toracica è la parte della chirurgia che si occupa degli interventi chirurgici su polmoni e altre formazioni intratoraciche, come esofago, vie aeree profonde, trachea, grossi bronchi e, in generale, tratta nel complesso le affezioni mediastiniche (il mediastino è il compartimento anatomico che occupa la parte media del torace). Le patologie su cui questa disciplina interviene più frequentemente riguardano la parete toracica, la pleura, il mediastino, la trachea e i polmoni. La principale malattia che richiede il trattamento operatorio della chirurgia toracica è il tumore del polmone, sia primitivo (legato al fumo di sigaretta e all’inquinamento atmosferico), che secondario (metastasi da cancro di altri organi come colon, mammella, rene, prostata e così via). Altre neoplasie trattabili dal chirurgo toracico sono il timoma, cioè il tumore del timo, ed il mesotelioma, ossia il tumore delle cavità sierose quali pleure, peritoneo e pericardio. Tra le affezioni non tumorali figurano lo pneumotorace, l’enfisema bolloso e le cisti (broncogene o enterogene). Sono operabili inoltre il pectus excavatum ed i traumi generici del torace. Infine si occupa delle patologie della trachea (sia benigne che maligne) che possono determinare difficoltà respiratorie fino alla sindrome asfittica.

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