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Falsa partenza per lo Swing, Trenitalia si scusa coi pendolari

Falsa partenza per lo Swing, Trenitalia si scusa coi pendolari

Il giorno dopo il viaggio inaugurale, scoppia la polemica. La prima corsa vera dello Swing ieri mattina alle 8.36, alla volta di Roma. Ritorno previsto alle 14.35. Alle 17.43, il sito ‘viaggiatreno’ segnala la corsa in ritardo di dieci minuti. Invece che alle 17.49 sarà in stazione a Campobasso alle 17.59. Poi però recupera, entra nell’hangar di piazza Cuoco alle 17.52.
Su Facebook però un post – poi condiviso e ripreso – segnala che alla partenza, al mattino, l’aria condizionata non funzionava (fino a Roma). E che per un guasto tecnico – «si rompe anche un tubo dell’olio», scrive su Fb Dolores Calandrella – dalla Capitale i pendolari molisani ripartono con «il vecchio e caro Minuetto».
Da Trenitalia spiegano che un guasto ha interessato il treno a Valmontone e che ha avuto ripercussioni anche sull’aria condizionata che, da lì a Roma, non ha funzionato. A Termini i tecnici già allertati hanno riparato lo Swing e per questo, perché in consegna ai tecnici, ha saltato la corsa di ritorno. Ma è stato riprogrammato per le 19.35. La società di Ferrovie dello Stato aggiunge che si è trattato di un inconveniente che può riguardare qualsiasi treno, sia vecchio sia nuovo, ma esprime anche «grande dispiacere» per quanto accaduto. Una partenza sfortunata che ha guastato la festa per un passo avanti che da anni i pendolari molisani aspettavano. E che tutti si augurano sarà presto dimenticata.
La polemica politica era già rovente da martedì. Interviene anche l’ex presidente Michele Iorio: «Passi per i cappelli da capotreno, ma sentire l’assessore Nagni parlare di politica dei trasporti entusiasmante e lungimirante è veramente troppo». Gli ultimi investimenti di Rfi, rivendica, «sono stati lo svincolo di Rocca d’Evandro che ha accorciato di oltre 30 minuti il viaggio per Roma e l’elettrificazione fino a Roccaravindola, oltre al miglioramento della linea da Venafro verso Napoli. Oggi non si capisce dove sono gli investimenti delle Ferrovie mentre la Regione Molise, sacrificando altre priorità ed altre scelte, ha finanziato con propri fondi la metropolitana leggera di Campobasso e, quando Dio vorrà, l’elettrificazione fino ad Isernia. Si tratta di un vero e proprio obbrobrio. Una scelta capotica di cui vergognarsi soprattutto per le diverse priorità di cui questo territorio necessita».
Male, secondo Iorio, anche sul versante del trasporto su gomma, dove «l’azione dell’assessore al ramo è stata caratterizzata dalla contrapposizione alla gara per il gestore unico annullata per futili motivi e riproposta in grande e colpevole ritardo sotto forma di trattativa privata nonostante i rilievi formulati dall’Autorità Garante della concorrenza e del libero mercato. Nel frattempo la Regione, e quindi i cittadini, hanno sborsato la bellezza di circa 4 milioni di euro in più all’anno. L’assessore Nagni non si preoccupa di nulla, ha dichiarato di andare avanti e allora sarà il caso che la Corte dei Conti e la procura competente verifichino la correttezza delle procedure, se il ritardo è giustificato o, peggio ancora, se non si tratti di perdere volontariamente tempo con delibere “suicide” a favore di qualcuno procurando un danno erariale. Nel frattempo la legislatura volge a termine e quanto è stato fatto è solo un misero fallimento».

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